Sempre meglio avere vent’anni

Stamattina ho letto sul giornale che una libreria poco lontana dalla mia città  ha avuto come ospite della rassegna letteraria che organizza una ragazza di 15 anni che di professione fa la muser ma anche la scrittrice visto che il suo libro è in classifica tra i più venduti di questa settimana. Ad aspettarla sotto la calura di questi giorni c’erano centinaia di coetanee che volevano conoscerla e farsi firmare una copia del libro. Ora voglio soprassedere sul fatto che nei giorni in cui sono morti Tom Wolfe e Philip Roth nella classifica dei libri più venduti in Italia c’è una quindicenne, potrebbe essere molto brava infatti, che io non la conosca vuole dire molto poco in effetti. La domanda che mi faccio è un’altra: cos’è una muser? L’ho chiesto alle amiche più giovani  mi hanno risposto ma non credo di aver capito, ho cercato qua e là e non è che sia successo molto di più. Fa video, forse canta sulle canzoni del momento, i ragazzi la seguono, ha moltissimi follower  su Instagram e un sacco di visualizzazioni su YouTube e roba del genere. Poi aveva il sogno di scrivere un libro, una casa editrice le ha dato l’opportunità di farlo e via, in due mesi, tac-zac il libro è in vendita, e che vendite. Brava e sveglia, fa pure il liceo classico e ama il greco antico, dice. Mi sto trattenendo da commenti perché so bene che il limite è già sorpassato: quando i giovani non li capisci ti viene da mettere in discussione quello che fanno la battuta successiva è “ai miei tempi non era così”. Non era così infatti, perché loro oggi sono giovani e tu non più. Accidenti a loro.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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