Quanti amici nuovi

Pochi giorni fa sono stata invitata ad un piccolo evento mondano e ci sono andata. In provincia è cosi, diventa evento mondano anche l’inaugurazione di un locale se dietro le quinte ci sono i nomi giusti, quelli che contano, quelli che sanno costruire anche sopra il niente interesse e voglia di esserci. Sono stata invitata da una cara amica, non potevo e nemmeno volevo dirle no, anche se fino a pochi mesi fa lo avrei fatto, ma ora sulla mia due ruote è diverso, il mio segreto di pulcinella s’è pubblicamente smantellato, quindi mi risulta più facile partecipare a qualcosa che prima avrei evitato come la peste nera. L’outing è stato forzato ma s’è portato addosso qualche beneficio. Sicché sono andata sapendo anche chi avrei incontrato, pochi amici e molti conoscenti: quaranta/cinquantenni ancora sulla cresta dell’onda ben inseriti nel bel mondo del paesello. E infatti c’era tutto il gotha della politica locale, molti professionisti, piccoli industriali, commercianti di vario genere, nessun aristocratico, molti con tanta speranza di poterlo diventare. In questo ambiente in cui io c’entro fino a là, che negli ultimi anni ho lasciato andare ancora di più, ho scoperto invece di avere tanti amici. Non può che essere così visto che ovunque mi girassi c’era qualcuno che si metteva in fila per potermi salutare, baci e abbracci da parte di gente che mi conosce appena, gente che forse sa solo il mio nome, gente che a pelle non mi sta nemmeno simpatica. La stessa che vedo in giro da una vita, che non ha mai dimostrato chissà che nei miei confronti, oltre alla semplice educazione di una saluto distratto, ha messo in atto siparietti che mi hanno fatta soprattutto ridere. Mi sono sentita come la ragazza più popolare della scuola, della scuola media per giunta, quei terribili tre anni che le persone normali ricordano con orrore. Se avevi l’apparecchio ai denti, se era la mamma a scegliere come dovevi vestire, se avevi la frangetta perché i capelli non ti andassero sugli occhi quei tre anni li hai vissuti in disparte, a guardare gli altri. Quindi dopo più di trent’anni te la meriti una serata da regina della festa. Le ragioni non le voglio indagare, non mi interessano proprio, ho riso molto e se sono felice e più leggera io basta e avanza. Vorrei dirlo anche ai miei nuovi amici però.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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