Ieri sono andata dal parrucchiere e ne sono uscita incavolata nera. Qualcuno mi spiega perché tutte le ragazze quando vanno a rifarsi i capelli escono bellissime e pronte per assistere ad una sfilata di moda sedute accanto ad Anna Wintour e io, invece, torno a casa e sembro la-sventurata-che-nemmeno-provò-a-rispondere-visto-che-nessuno-le-domandò-niente? Accade ogni volta, soprattutto da quando sedotta dai tanti tagli corti che da anni si vedono ovunque, ho chiesto alla parrucchiera dell’epoca come sarebbe stato su di me. Benissimo mi ha detto e poi i tuoi capelli dritti sono perfetti e non si sarebbe bisogno di fare nessuna piega. E così ho osato. Nessuno ti dice che quando scegli un taglio corto, per quando bello e per quanto bene ti stia, tornare indietro non è così facile: i capelli crescono in fretta, certo è vero, ma non in lunghezza, piuttosto in volume e dopo poche settimane in testa ti ritrovi un cavolfiore e per essere di nuovo in ordine serve un altro taglio, ancora corto. Sicché ieri sono dovuta tornare armata di tante buone e mal riposte speranze. Mi hanno fatta accomodare, lavaggio, crema e roba sul genere per poi cominciare la fase del taglio. Dopo pochi minuti sotto di me c’era una vera montagna di capelli scuri, li ho guardati dicendo che erano davvero tanti, sì è vero mi è stato risposto ne hai tanti, erano tanti, avrei dovuto replicare. Sulla testa bagnata ce ne erano rimasti ben pochi invece. Ho sperato che la parrucchiera avesse in mente un’asciugatura ad effetto. Sbagliavo. Ha terminato mentre io diventavo sempre più triste. Mi ha chiesto: che ne dici ti piace? Ho messo gli occhiali e l’ho visto riflesso sullo specchio: Harry Potter. E per niente sorridente. Sono a casa adesso. Mi sono rilavata i capelli, ma niente da fare. Cerco di raccontarmi che questa somiglianza potrebbe fruttarmi un posto accanto ad Anna Wintour, magari a NY. Ma l’unica cosa certa è che devo trovare una nuova parrucchiera.
Anna, salvami tu
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela