Lo stile sabaudo da rivalutare

Da ieri la stampa, i tg e gli approfondimenti giornalistici girano attorno ad un unico tema che riguarda Sergio Marchionne e le sue gravi condizioni di salute. Tutto è cominciato dopo un’improvvisa convocazione del cda del gruppo Fiat-Chrysler-Ferrari e il rapidissimo cambio di tutti i vertici aziendali. Cosa è successo? Viene dichiarato che il ceo del gruppo FCA non è più in grado di continuare il suo lavoro. Parte da qui un’emorragia incontrollata di notizie che provoca un autentico corto circuito nel mondo dell’informazione. Da ieri sera di Marchionne si parla solo al passato, sui quotidiani di oggi ci sono intere pagine che sono autentici coccodrilli, piccolo dettaglio: al momento le sue condizioni sarebbero gravi e irreversibili ma non è ancora arrivato nessun annuncio ufficiale di morte. Mi chiedo cosa possa essere successo per mettere in moto un meccanismo mediatico tanto deviato. Visti i personaggi e gli interpreti di questa vicenda mi chiedo come mai non sia stato possibile gestirla meglio, tenendo a bada discorsi del tutto inutili. Per rimanere nelle immediate vicinanze di Torino mi è tornato in mente quando morì Gianni Agnelli, tutti sapevano che stava molto male ma non venne pubblicato niente sul tema. Fino a quando tutte le redazioni non furono raggiunte da un comunicato stampa brevissimo: “Questa mattina a Torino è morto il senatore Giovanni Agnelli”. Una riga. Asciutta, breve, rigorosa, in perfetto stile sabaudo. Comunque la si pensi sull’operato di Marchionne anche lui avrebbe meritato un trattamento sul genere.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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