Sullo schermo della tv, in alto a destra

La notizia l’hanno data al Tg di oggi. Una donna, non credo giovanissima, è stata trovata morta nella sua casa. A sparale è stato il marito, non credo giovanissimo, che dopo averla uccisa si è suicidato. Prima di farlo ha telefonato al figlio e poi alla Polizia suppongo per avvisarli. Mentre guardavo il servizio, sullo schermo della tv, in alto a destra, è comparso il contatore che segnala il numero dei femminicidi accaduti in Italia dall’inizio dell’anno a oggi. Femminicidio è il neologismo nato per definire l’omicidio di una donna da parte di un uomo – spesso il marito, il fidanzato in carica ma anche no – che, completamente privo di capacità di discussione, affronta lo scontro mettendo in campo solo la violenza. Se nasce una parola nuova per definire un concetto non significa che prima il problema non ci fosse, diciamo però che il neologismo aiuta ad averne maggiore consapevolezza, augurandosi quindi che serva a tutte le donne che si trovano accanto uomini che le picchiano ferendole e umiliandole a denunciarli in fretta, nella speranza che le Forze dell’ordine le aiutino con la stessa fretta. Tutto perché il problema non si risolva solo con un contatore che gira sullo schermo della tv, in alto a destra. La notizia sentita oggi mi ha fatto uno effetto diverso però, e a spiegarne le ragioni non saprei nemmeno da dove cominciare, forse perché mi sono sentita addosso la solitudine di un quadro famigliare che ha perso la speranza, anche la quota minima, quella che ti fa rimanere dentro la carreggiata della ragione. Ecco perché questa volta, quel contatore che girava sullo schermo della tv, in alto a destra, sopra il racconto di questa notizia mi ha fatto l’effetto di una stonatura. Se lavorassi in una redazione non so se avrei passato questo pezzo, e comunque non so se l’avrei fatto in questo modo. Ma tant’è. Io non lavoro in una redazione.

 

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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