Tutti a bordo!

Domani dovrò fare la visita di controllo coi neurologi che seguono l’evolversi della mia sm. Il protocollo prevede una visita ogni sei mesi, facendo un conteggio di massima in vent’anni di onorata carriera a bordo di questo vascello ho fatto di sicuro 40 visite di questo tipo, poi ci sono stati gli extra in corrispondenza di emergenze dell’ultima ora, ricadute, cambi di terapia e altro sul genere. In bilancio credo di avere almeno 50 visite, una più una meno. Ogni volta è necessario presentarsi con un pacchetto di esami clinici di vario tipo per permettere ai medici di formulare un quadro quanto più completo della situazione del momento. Del tutto incapace a gestire le ansie, sempre preoccupata che l’esito sfavorevole degli esami dipendesse da me, pienamente convinta di essere la regista degli attacchi più spietati della sm, per molti, troppi, anni ho affrontato queste visite periodiche come se mi aspettasse una commissione universitaria presieduta dal Rettore pronto a cavillare su ogni cosa che non andava attribuendo le cause solo a me. Con il passare del tempo trascorso a bordo di questa imbarcazione sgangherata qualcosa è cambiato per fortuna, non che adesso segni sulla mia agenda queste date con leggerezza, restano sempre giornate che eviterei con grande cura, è sempre alta la voglia di mandare tutto all’aria e dire che per questo giro passo, ma siccome non si può, siccome dei medici ho bisogno, siccome dei farmaci pure e sono loro che me li danno, si fa, anche questa volta si fa, però con uno stato d’animo diverso. Ecco diciamo che questa volta, come anche la precedente e credo anche quella prima, mi presento un po’ impreparata all’appuntamento e senza troppi sensi di colpa. Non ho fatto tutti gli esami di controllo che dovevo fare. Me ne manca uno che farò la prossima settimana. Non ho prenotato in tempo e non ho fatto il giro di tutti gli ospedali della mia ASL per cercare un appuntamento in grado di garantirmi l’esito in tempo per la visita di domani, pazienza, mi sono detta, invierò il risultato via mail, siamo nel 2018 vivaddio. A bordo di questa barca io ci porto la mia sm, insomma, il resto dell’equipaggio ci metta del proprio, io i sensi di colpa li lascio a casa.

 

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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