Domenica sera mi sono innamorata, così all’improvviso, senza aspettarmelo. Sapevo già chi fosse ma non avevo mai avuto modo di sentirlo parlare o forse non avevo mai avuto voglia di farlo, a volte capita. Ma domenica sera me lo sono trovata di fronte e qualcosa è cambiato, il mio scarso entusiasmo iniziale ha dovuto retrocedere di botto. Mentre parlava l’interesse cresceva, per quello che diceva, per il garbo con cui lo faceva, per le immagini che le sue parole evocavano. Ho voluto rivederlo, ieri sera l’ho fatto, ho acceso Rai Play sintonizzandomi sull’ultima puntata del programma di Fazio e ho riguardato l’intervista a Renzo Piano. Questa volta poche sorprese, sapevo già cosa avrebbe detto e che genere di portata avrebbero avuto le sue parole, soprattutto quando ha parlato di Genova, la sua città, poche settimane dopo la caduta del ponte Morandi. Lo ha fatto senza scendere nell’ovvio ma caricando i significati, un ponte non deve crollare, ha detto, deve essere costruito per durare millenni, ha concluso, poche chiacchiere, ora è il momento dei fatti. Ha poi continuato con un ritratto pieno d’amore per la sua città, a tinte calde ma anche sorprendenti, perché sembra più facile dire che Roma è bella, Firenze un gioiello, Venezia unica, ma Genova? Più piccola, defilata, meno famosa, sembra non meriti lo stesso riguardo delle altre città italiane. Renzo Piano ne ha dato, invece, una descrizione da togliere il fiato parlando della luce straordinaria del mare che arriva da Sud e si riflette rimbalzando sui monumenti, di un centro storico simile a una kasbah che racconta il suo passato, delle montagne che la cingono da Nord rendendola severa e timorosa della natura. E poi c’è la sua gente pudica e prudente nelle azioni, poco disposta a sprecare i sentimenti su cose inutili, che da sempre preferisce abbassare la voce per alzare lo sguardo. Difficile non alzare lo sguardo sentendo parlare Renzo Piano.
Toni bassi e sentimenti in alto
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela