Stavolta è successo. Stima per il lavoro dei giornalisti come non mi era mai capitato di provare. Tanto da farmi venire voglia di tirare fuori la mia tessera di appartenenza ad un ordine professionale che non mi è mai veramente servita mettendola finalmente a servizio di qualcosa di importante: raccontare la realtà per rendere le mie parole utili a qualcuno. Una prepotente ondata di maltempo ha devastato – e viste le previsioni forse non è ancora finita – una delle aree montane più belle al mondo, quella delle Dolomiti, provocando danni ambientali difficili da risolvere se non in molti decenni. C’è una tv veneta che da oltre una settimana è in campo raccontando in presa diretta cosa succede, inseguendo l’evolversi di una situazione in continuo cambiamento, che, minuto dopo minuto, potrebbe trasformarsi ma non certo migliorare. Un gruppo di giornalisti veneti sta lavorando con estrema competenza e perfetta conoscenza del territorio in cui si muove in una situazione impegnativa, sotto la pioggia, al vento, perdendo molte ore di sonno ma dando valore alla più autentica informazione, fornendo notizie di cronaca lontane da ogni sensazionalismo, rendendosi invece utile alle popolazioni coinvolte da questo disastro. Dimostrando l’importanza di una redazione ben diretta, ha presidiato tutte le zone venete coinvolte da questa ondata di maltempo: ha seguito l’eccezionale alta marea che ha travolto la preziosa Venezia, la città-palafitta, bellissima, unica e terribilmente fragile, le piene dei fiumi che con un continuo rischio esondazione hanno messo a rischio Verona, Vicenza, Bassano del Grappa, senza dimenticare le spiagge adriatiche nate sulle foci del Piave che ora non hanno quasi più sabbia. L’attenzione maggiore ora è rivolta sulle valli del bellunese, del Cadore, del feltrino, violentate da un tornando che ne ha trasformato volto, bellezza e aspetto. Per chi ama queste montagne è difficile rimanere indifferenti di fronte a un tale scempio soprattutto perché il tempo per rivederle com’erano è molto difficile anche solo da immaginare. Un buon lavoro giornalistico deve informare, senza cercare la notizia purchessia, rendendosi utile invece a chi è coinvolto direttamente nella sciagura che ha bisogno di sapere cosa aspettarsi, cosa fare ma anche cosa non fare. Da una settimana Antenna3 questo sta facendo, e pure molto bene.