La settimana enigmistica

C’è un giochino che va in onda la sera, poco prima di cena, in quella fascia oraria che le regole televisive chiamano pre-serale nata per condurre quanti più spettatori possibile a vedere il tg in onda sulla rete. Lo guardo perché certi aspetti mi interessano: un conduttore vecchio stampo, piacione e a tratti simpatico, un meccanismo sempre uguale a se stesso eppure coinvolgente, domande che per essere risolte richiedono una cultura da cruciverba, una scelta dei concorrenti da mettere in campo tutt’altro che casuale. C’è un campione posto al centro della scena e un buon numero di sfidanti attorno a lui che tentano di soffiargli il titolo ma anche la possibilità di vincere il montepremi finale che spesso si aggira su diverse decine di migliaia di euro. Tutti noi che siamo pubblico tendiamo ad affezionarci ai campioni più bravi, quelli che giorno dopo giorno riescono ad avere la meglio sui rivali e, anche se non sempre portano a casa la cifra finale messa in palio, ci basta avere la certezza che la sera dopo potremo vederli di nuovo per uno strano sistema di immedesimazione che si mette in atto. Le regole dell’auditel sono ben note agli autori televisivi che quindi periodicamente, perso un campione, ne fanno rispuntare dal mazzo uno nuovo che si fa amare allo stesso modo. In questo giorni in carica c’è un giovane ragazzo sui vent’anni, educato e di buone maniere, risponde a gran parte delle domande, anche quelle più impegnative, per questo viene presentato come fosse un colto intellettuale, lui sorride e arrossisce con la faccia di uno che vorrebbe correggere il conduttore spiegando che passa i suoi pomeriggi a risolvere i Bartezzaghi più difficili niente più di questo, ma non lo fa, devono averlo istruito in questo senso. Puntata dopo puntata si è già portato a casa un buon gruzzolo, è bravo, ha vent’anni e allora siamo tutti felici e si continua a tifare per lui. L’altra sera ha vinto 10mila euro ma non ha gioito, il pubblico in studio era quasi deluso, il conduttore ha urlato che anche se erano solo 10mila euro lui era ancora campione e avrebbe potuto fare meglio la sera dopo. 10mila euro per fare un cruciverba sono pochi? O magari sono sproporzionate le cifre messe in palio le altre volte? Le regole dell’auditel devono ammaliare per portare a casa il risultato questo lo so, ma mi chiedo se non si possa almeno contenere i toni, sintonizzarsi sulla realtà dei fatti per dare l’idea di sapere che 10mila euro portati a casa senza lavorare sono un vero bottino.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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