Se c’è un posto nel tuo cuore

Pochi giorni fa ho compiuto gli anni e devo riconoscere che è stato pure un bel compleanno, come non accadeva da tempo, forse perché me ne sono fregata del tempo che passa, di certo perché non ho fatto bilanci e in minima, ma non secondaria, parte perché ho voluto sorridere. Mica poco per una testona come me. Mi sono fatta coccolare, ho scartato regali – molto, molto belli – ho ricevuto auguri, telefonate e numerosi wapp. A fine giornata ogni anno faccio una specie di censimento tra chi si è ricordato e chi no e devo dire che è sempre un bilancio più che positivo e mi piace un sacco questa cosa, sarò pure infantile ma così come io cerco di esserci sempre per tutti gli amici più importanti allo stesso modo ci resto male quando qualcuno si dimentica del mio compleanno. Ma c’è un augurio più speciale di altri che ogni anno non manca mai, da almeno 19 anni per la precisione, tra tutti gli alti e i bassi della vita, tra sorrisi e sberle in faccia, tra litigi e abbracci lunghissimi c’è una persona che non manca mai, e io del resto mai per il suo di compleanno. Anche solo con un wapp, il più atteso, il più certo tra tutti gli altri. Quest’anno no invece, che strano mi sono detta, s’è forse rotta la favola? Accidenti alle favole, a loro e a chi le ha inventate ho pensato. E così la sera, ospite a casa di un’amica per un cena preparata apposta per me sono arrivata e ho messo su una faccetta che sembrava un’emoticon, occhi bassi e sorriso all’ingiù, non mi ha scritto ho esordito, aspettandomi una risata come reazione. Invece no, è calato un po’ di silenzio di sorpresa e poi è partito un corale e pure sincero ma scherzi, com’è possibile? Li ho guardati stupita e sono scoppiata a ridere, ma non eravate voi a prendermi in giro ogni anno per l’emozione con cui ricevevo quel wapp? E invece per tutta la sera abbiamo parlato dello stesso argomento, si è riso tanto ricordando quei tempi in cui eravamo tutti molto più giovani e certo con meno pensieri, tirando fuori parole che giravano attorno alla stessa persona perché se lascia un segno forte addosso ad un’amica evidentemente lo lascia anche su tutti quelli che le vogliono bene. E la dimostrazione c’è stata anche la sera dopo quando sono uscita con un gruppo di altri amici storici, una pizza insieme che è cominciata con lo stesso faccino che era più gioco che vera tristezza, le mie parole sono state le stesse, non mi ha scritto ho detto, non mi ha fatto gli auguri, per la prima volta dopo solo 19 anni, cercando di buttare sul piatto anche un po’ di ironia. E invece niente risate, ancora una volta sorpresa piuttosto, impossibile mi hanno detto, sicura che non stia male? Un’altra serata di ricordi, risate e prese in giro, con un continuo sottofondo di stupore per la sua mancanza. Che forza che sei, ho pensato, capace di farti sentire anche con le assenze, ecco spiegate tante cose mi sono detta quando sono tornata a casa.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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