Quelle notti da non smettere mai

Mi ha chiamata un’amica che non sentivo da tempo, da anni, da un buon decennio credo, e le ragioni di questo silenzio non le so nemmeno rintracciare, perché non lo ricordo un litigio tanto epico da giustificare un allontanamento di questo tipo. Ma tant’è, è andata così, vero è che se due persone non si sentono più è una decisione che prendono entrambe c’è poco da stare lì a rimbalzarsi le colpe addosso. Mi è sembrata emozionata nel sentirmi, più di me di sicuro che ero più che altro sorpresa, non ho riconosciuto il suo numero, mi ha detto essere lo stesso di un tempo, quindi non era più nella memoria del mio telefono, ma in quella del suo evidentemente sì. Se l’ho cancellato non so il perché però. Non ho riconosciuto nemmeno la sua voce, lei mi ha detto che la mia è sempre uguale. Ho fatto una battuta a quel punto, andando avanti così ne uscivo sempre peggio, lei ha riso e allora sì che l’ho riconosciuta, le risate evidentemente non cambiano o forse io le ricordo di più, sono qualcosa da tenere bene a mente. Mi ha chiamata anche perché un amico comune mi aveva vista poche settimane prima e c’era un po’ rimasto male: la sedia a rotelle non è bella da vedere e crea imbarazzi anche se io sono serena e sorridente, ma forse è difficile capire tutto l’universo nuovo che mi si è aperto davanti e che, se non è proprio posizionato in cima alla classifica del mio piacere, è certamente uno spazio di libertà che prima non avevo e ora è diventato vita. La telefonata poteva concludersi lì, spazio ai convenevoli più noti, tu come stai, tutto bene grazie, mi raccomando adesso sentiamoci più spesso, sì certo ok, non facciamo passare troppo tempo, no, ovvio che no, per poi chiudere in fretta che tanto non c’era più altro da dire. Ma invece è uscito un ricordo, uno dei tanti di quel bel pezzo di vita vissuto insieme, e allora un’altra risata, bella grossa, perché a volte gli episodi più stupidi se ne trascinano addosso altri e la girandola della memoria si mette in moto anche senza raccontarla. Piccolo dettaglio: l’amico comune gestiva un locale dove sostiene che io e lei avremmo trascorso una festa di San Silvestro ma nessuna delle due lo ricorda. Lui dice sia stata una festa vissuta prevalentemente sopra i tavoli a far casino. Quindi va così, ci sono tre persone di cui una sembra avere le idee chiare su quello che è successo, le altre due sono pronte a negare l’evidenza. Mica mentono, è solo che non è bello aver dimenticato di essersi divertite tanto.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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