I don’t love shopping

Diventassi molto ricca, quel genere di ricchezza che porta ad esagerare con le spese, assumerei un consulente per lo shopping. Ma non me frega niente di uno che mi dice cosa indossare, ché lo so anche troppo bene cosa mi piace e cosa no, io vorrei piuttosto uno che si butti nella giungla dei negozio a mio nome, che affronti il mondo di commessi o shopping assistant, come li chiamano adesso, lasciando me tranquilla. A me non piace fare shopping, può essere pure che io non sia nemmeno in grado di scegliere da sola, non lo escluderei, ma tutto parte ancor prima, a me non va proprio di muovermi dentro e fuori dai negozi. Vedo tra le mie amiche una passione autentica, hanno occhi brillanti quando scelgono, si confrontano allo specchio con felicità evidente, io metto su una faccia spenta e porto a casa sempre le stesse cose, per colore, modello e forma. Ma sia chiaro io non voglio qualcuno che stravolga i miei gusti, io questa sono e pretendo di rimanere così, voglio qualcuno che giri le vetrine migliori per me, che faccia una selezione tra scaffali e relle sulla base delle mie di preferenze, chieda e si informi, mentre io me ne sto seduta al bar, bevendo un caffè, mangiando pasticcini. Non voglio nemmeno l’obbligo di dover provare subito, lo farò a casa, qualcuno provvederà ai resi al posto mio se serve. Quando lo dico mi replicano che lo shopping online, in attesa si diventare molto ricca, potrebbe essere una soluzione, serve solo un computer, scegliere, aspettare l’arrivo del corriere e semmai rendere l’acquisto. Ovvio che l’ho fatto ma con risultati scarsi: tutte le volte ho sbagliato qualcosa, taglia, colore, per non parlare della qualità finale che non mi ha soddisfatto mai. La scorsa settimana ho scelto di fare un regalo ad un’amica acquistandolo online: sapevo cosa le piaceva e dove trovarlo, ero certa di andare sul sicuro. Ho aperto il sito, l’ho trovato, c’era da scegliere il colore giusto, lo cercavo verde, il preferito della mia amica. Più facile di così. Ho selezionato cosa volevo e mi si è aperto un ventaglio di proposte che comprendeva un numero mai visto di tonalità di verde. Molte sembravano uguali tra loro, invece no, il nome aiutava a distinguerle anche se a video parevano tutte uguali. C’era la tonalità artemisia, piuttosto simile alla cablio però, che poteva essere sovrapposta anche alla perlacea o all’assifora se è per questo, non che la vichionea fosse troppo diversa va detto, di certo sembrava un po’ troppo uguale alla dibica, il rischio c’era in effetti, meglio forse virare sulla parbisula che somigliava a tutte. Ci ho messo due giorni per scegliere, un regalo è un regalo, non si straccia solo per farlo, lo si fa con convinzione, quindi mi sono concentrata molto. Oggi è arrivato il corriere: packaging curato nel dettaglio, profumato addirittura, l’ho aperto con una certa ansia, il regalo è molto bello, spero che piaccia anche alla mia amica. A cui dovrò spiegare che pratella è una tonalità di verde anche se sembra più un grigio. Subito dopo comincerò a giocare al lotto.

Published by

Avatar di Sconosciuto

Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

Lascia un commento