Perché Sanremo è Sanremo

Se avessi potuto ti avrei detto, Claudio non farlo. Non per la seconda volta consecutiva almeno, la prima è stata talmente perfetta da non poter essere uguagliata in nessun modo. E poi scusa, ma chi te lo fa fare di rischiare ancora quando l’anno scorso sei riuscito a mettere su il più bel Festival di Sanremo della storia. Non poteva bastare? E guarda che a dirtelo è una che il Festival lo conosce meglio delle sue tasche, che lo guarda sempre e da sempre, che conosce a memoria gran parte delle canzoni passate di qui, che se gli dici primavera non può che continuare dicendo che è maledetta, che se prova un’emozione nella gola sa che ci sarà da quando cresce a quando vola, che riconosce quelli che di vita ne hanno una sola perché, beati loro, sono romantici, che può far finta di star bene ma gli manchi e via di questo passo, nota dopo nota, canzone dopo canzone. L’anno scorso, Claudio, tutto è stato così perfetto da sembrare ovvio che chiunque lo avesse preso in mano dopo era destinato a fare una gran fatica e forse senza risultati certi. Oltre alle canzoni in gara tu ci avevi messo dentro #favinonudo che sui social ha sbancato, la Hunziker che avevi saputo contenere facendola sembrare addirittura simpatica, e poi i tanti super ospiti, Fiorello e il tuo repertorio che quando usciva era pura poesia. Insomma, caro Claudio, era purtroppo scontato che il debutto di ieri sera risultasse un po’ sciapo, spiace dirtelo ma era meglio passare la mano e dire di no. Per non parlare di quel plotone d’esecuzione che ti sei trovato addosso, quella schiera di fucili pronti a spararti contro, forse è per questo hai cominciato cantando quel capolavoro di voglio andar via? Tutto perché durante una delle conferenze stampa di presentazione al Festival hai detto ciò che pensi, che gli uomini non devono essere lasciati morire in mare per presunte ragioni politiche. Ma sai che pensandoci meglio hai ragione tu ad aver voluto essere all’Ariston anche quest’anno ? Il messaggio è chiaro: nella vita bisogna anche saper rischiare in nome delle proprie idee e della dignità.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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