Cosa aspettavi a riprenderti la tua vita?

Che poi quando cambi lavoro la preoccupazione principale è quella di riuscire ad adeguarti al nuovo, che ha già una sua direzione dentro la quale devi saperti accomodare cercando un posto adatto a te senza stravolgere regole e principi che non vanno toccati. Io sono entrata in uno spazio molto grande, con numerosi colleghi e un buon numero di clienti, portandomi dietro tutti i miei ben visibili problemi che un tempo sarebbero stati causa di silenzio, imbarazzo, il solito orgoglio da non tediare. E invece, guarda la scoperta, mi sono trovata a dire con una semplicità che non sapevo di avere “Ciao, piacere, ho la sclerosi multipla”, fin da subito, buttando lì anche qualche battuta ironica, sorridendo, spesso ridendo, senza nessun indugio, mettendo pure in piedi una certa superficialità, come chi considera il problema un non problema. E i primi contatti sono diventati più semplici, e gli imbarazzi iniziali li ho visti sciogliersi, e la pesantezza di certi silenzi forzati, quelli che ben conosco perché per quanto credessi di essere tranquilla nel rapportarmi con gli altri forse così tanto tranquilla non ero, li ho sentiti gridare di sollievo. Allora ho scoperto che i punti di vista si sono rovesciati e la mia trasparenza ha indotto negli altri la possibilità di esserlo allo stesso modo con me. Ho raccolto confessioni di tanti tipi e racconti personali spesso molto intimi, testimonianza netta che nella vita di tutte le persone le rogne sono distribuite in modo molto vario, forse non equo, ma di certo abbondante.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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