Venezia è un pesce

Sere fa sono andata a vedere Tiziano Scarpa, presentava il suo ultimo lavoro, una raccolta di poesie e pure di un certo spessore. Scarpa come autore non è in cima alle mie preferenze, scrive certamente benissimo, ho pure letto molto di lui, è una delle migliori penne italiane di questo secolo, e pure dell’ultima parte del precedente, ma le sue opere non mi conquistano mai pienamente. Quando lo leggo trovo sempre qualche dettaglio che scanserei volentieri, piccole pecche che mi infastidiscono pure e che salterei a piè pari. Ma alla serata ho partecipato ben felice di andarci per diversi motivi. Il primo: Scarpa dal vivo sa essere superlativo, tiene la scena come il migliore dei mattatori, è colto, intelligente e molto coinvolgente, impossibile non rimanerne incantanti. L’avevo già visto più di qualche volta ma rispetto al passato ‘stavolta ho notato un carattere in più: una dizione esemplare, le “E”e le “O” chiuse e aperte secondo le regole dettate dall’italiano corretto, l’intonazione della frase perfetta libera dagli sciabordii dialettali che noi italiani ci portiamo addosso quando parliamo, qualunque sia la nostra provenienza. E poi aggiungerei dell’altro: Scarpa ha dato vita alla serata senza volere un quattrino, è stato invitato da un’associazione culturale di una piccola cittadina di provincia che da Venezia lui ha raggiunto senza volere alcun compenso e senza chiedere nessun rimborso spese. E la serata è volata via, lasciandomi in alcuni momenti con la bocca aperta, con un brivido freddo lungo la schiena, perché le parole, quando sono belle, sono emozione pura. Ma c’era dell’altro attorno a me, almeno tre spezzoni del mio tempo: passato remoto, passato prossimo, presente, che insieme combinano quello che di certo sarà il mio futuro. Per un puro caso, in poche ore è nata una serata che ha messo insieme l’invito di un’amica, compagna di classe al liceo, che non vedevo da tempo pur sentendola poco meno che quotidianamente, un’altra con cui condivido, oltre a tutto il resto, anche i ricordi della più bella giovinezza e che per fortuna sento e vedo spessissimo e un’ultima conosciuta negli ultimi anni, colonna portante del mio presente che amo definire “spacciatrice di libri” perché i più belli letti negli ultimi tempi sono stati suggeriti da lei. Ecco, ora come posso non dire grazie a Tiziano Scarpa per questa bella serata?

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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