A volte i libri vanno rovinati

Ho comprato un manuale di scrittura. Uso della punteggiatura, quando ci va la minuscola o la maiuscola, corsivo e grassetto, concordanze, come comportarsi coi titoli, differenze tra lingua scritta e parlata, accenti gravi e acuti e via su questo tema, ricco, complesso e mai fermo. Una grammatica mi si potrebbe incalzare, no replicherei io, una bussola, per evitare di scrivere a caso, ché capita troppo spesso. Se lavorassi dove lavoravo fino a un anno fa, poco più poco meno, questo manuale sarebbe stato fisso sulla mia scrivania, già sgualcito dall’utilizzo, scrivevo per professione, era importante farlo bene. Poca attenzione provoca danni e figuracce, c’è sempre quello che ti legge e scrive la mail per farti le pulci e correggerti, ma dopo un piccolo momento di rabbia che ti fa dire senti qua questo saputo saputello incapace di farsi i fatti propri, ti fermi, ti informi e in cuor tuo ti tocca pure ringraziarlo per la lezione che ti ha dato. Ora scrivo per me, la regola di volerlo far bene è ancora valida ovviamente, il manuale sulla mia scrivania c’è ma non è troppo sgualcito, so che dovrei studiarlo per bene ma il punto è proprio questo, studiare. Ma quanto è duro farlo se non se ne è più abituati? Quanti meccanismi della mente bisogna rimettere in moto scoprendo che sono nascosti sotto, sotto arrugginiti e immobili? Lavorare conosce tempi e ritmi diversi che procedono in un altro modo, più regolari e di certo meno interessanti perché studiare apre orizzonti sempre nuovi che lì per lì possono pure sembrare inutili ma poi ci sarà tutto il tempo per scoprire che quelle giornate passate a stringere i denti sopra i libri si faranno rimpiangere per la forza che avevano. Una forza che nessun lavoro darà mai. Il manuale di scrittura che mi sono comprata di certo lo leggerò, ma so già che non lo sgualcirò per l’uso e, ripensandoci bene, non si sarebbe sgualcito nemmeno sulla scrivania del vecchio lavoro.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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