Sono reduce da quattro giorni consecutivi di lavoro che mi sono stati richiesti in via eccezionale per tamponare una situazione d’emergenza che s’è venuta a creare nel mio ufficio. Ma il dato importante è un altro: non sono a pezzi come avrei creduto qualche mese fa. Ho voluto un orario part time convinta che il mio stato di salute non mi consentisse molto di più, 20 ore la settimana mi sembravano il massimo cui potessi aspirare rinchiusa come sono dentro le spirali velenose della sclerosi che tra i suoi multipli sintomi mette in una posizione d’onore proprio la stanchezza. E invece sono sopravvissuta in modo tutto sommato apprezzabile per resa e controllo della fatica, per questo e mi verrebbe da fare, a Sua Maestà la stronza che regola la mia vita, un bel gesto dell’ombrello e invece me ne sto qui buona buona e con la testa bassa assaporando questo piacere senza fare troppo la spavalda, perché la conosco e so che tutto quello che concede spesso lo toglie senza troppi scrupoli. Però, perché c’è un però, mi sono messa alla prova e ho visto che i ritmi di un tempo, che mi sembravano puro sogno, potrebbero non essere dimenticati. Certo raggiunti no, perché otto ore al giorno, per cinque giorni la settimana, con la pressione continua di scadenze inderogabili su progetti che non mi soddisfacevano più di tanto, proprio non ci penso a farli. Ma qualcosa in più rispetto a 20 ore settimanali so che sarei in grado di sostenerle e saperlo mi rende molto felice perché mi insegna che devo smetterla di nascondermi sotto quella che ho fatto diventare la calda protezione di Sua Maestà, che sì è potente, che sì è una vera stronza ma è la stessa a cui io ho dato grande spazio perché spesso mi ha fatto e fa comodo. Anni fa ho letto un bellissimo romanzo di Walter Siti – come se ne avesse scritto qualcuno di brutto poi – dove dà alla sclerosi multipla una definizione che non posso che condividere perché la appaia alla pigrizia. Tra le poche cose che si sanno di lei c’è la certezza che sia il sistema immunitario il grande indiziato, creato per difendere si scopre invece che diventa un nemico perché si rivolta contro se stesso fino a impedire il movimento, non corrompe le capacità ma lavora per ostacolare l’azione. Cosa se non la pigrizia corrisponde a questa definizione? Uno stramaledetto elemento interno che soffoca le proprie migliori intenzioni. Fatta salva la genialità letteraria di Siti, mi metto in primo piano come regina tra le pigre, la stupidissima che ha trovato nella sua peggior nemica un alibi perfetto. La odio dal profondo eppure sono accovacciata da anni sotto la sua sottana scoprendo però che appena me ne esco qualcosa in più di quello che credo di poter fare mi è consentito, eccome. Che non si sappia troppo in giro, per carità, potrebbe arrivare qualcuno pronto a detronizzarmi e lì mi toccherebbe uscire dal mio guscio protetto e caldo. Sia mai.
Fatto l’inganno, trovato l’alibi
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela