Ultimamente mi sembra che questo Paese sia travolto da storie famigliari spietate con un fiorire di bambini piccolissimi uccisi da mamme o papà crudeli che neanche la fantasia potrebbe arrivare a tanto, mariti che ammazzano senza pietà le consorti, mogli che non sono da meno, figli che per eredità quasi inesistenti massacrano i loro parenti nei modi più disumani. Ci passo abbastanza oltre quando le sento perché tendono a non interessarmi fino a che non vedo qualcosa che invece mi fa davvero arrabbiare, ma in genere non è il fatto in se stesso, piuttosto è come viene riportato dai media. Come quello della figlia che ha accoltellato il padre che tentava di strangolare sua mamma. La giovane donna ha ammesso ogni responsabilità fin da subito, la Procura dopo averla interrogata l’ha condannata agli arresti domiciliari anticipando che tra poche settimane il caso verrà archiviato. Chiuso qui, la giustizia non tornerà sulla questione. Ci pensa la televisione. Trasmissioni su trasmissioni dedicate a raccontare anche quello che non sanno, anzi preferibilmente questo, nel solito modo meschino, riportando con finta cura dettagli inesistenti. C’è una sola verità che non manca mai: la foto della ragazza. Mi fa arrabbiare tantissimo, salto sulla sedia con la circolazione a mille ogni volta che la vedo, ma possibile, mi chiedo, che a nessuno salti in mente che questa giovane donna ha in testa un universo che precipita e che vorrebbe solo starsene nell’oblio di un silenzio che se vorrà sarà solo lei a rompere?
Tu che guardi ma non vedi
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela