Quel libro sul comodino

Proprio l’altro giorno ho sentito un “leggo molto, ho sempre un libro sopra il comodino”, pronunciato con una certa ostentazione, alzando almeno di un tono una voce di per sé già abbastanza sgraziata. Ero presente, il commento non era rivolto direttamente a me ma c’ero, l’educazione avrebbe previsto anche un mio contributo a questa breve conversazione, invece ho taciuto, non ho nemmeno simulato interesse aggiungerei, per me tutto si concludeva lì, davanti ad un comodino con un libro sopra. Mi sono messa in disparte piuttosto, ché da dire c’era solo un dipende molto dal libro che c’è sul comodino. Meglio non aprire un inutile dibattito però, quella significativa difficoltà che ho notato di far uscire dalla bocca qualcosa di più complesso di una frase composta da “soggetto-verbo-complemento oggetto” m’era già bastata per capire meglio la qualità di quelle letture. Ho un’amica che definire lettrice forte è davvero poco e che non fa mai affermazioni sul genere, legge e basta, per abitudine quotidiana, per piacere, per autentica incapacità di non farlo. E quando parla si sente che mastica il linguaggio alto della letteratura, senza doverlo dimostrare con certe affermazioni ridicole. Se le chiedi un’opinione su un libro risponde felice di farlo, se le è piaciuto corri a casa e te lo ordini, se lei lo boccia lo elimini dalla tua lista dei prossimi acquisti, se non lo ha letto te lo dice senza veli, con un po’ di rammarico piuttosto, ma comunque senza nascondersi. In anni di amicizia mai l’ho sentita dire io leggo molto. Il comodino è davvero un’altra storia.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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