Ho una passione per la spesa, sempre nello stesso posto di cui conosco ogni segreto, spazi e corridoi per portare a casa quello che mi serve in tempi abbastanza veloci senza dimenticare nulla. E ancora di più mi piace il catalogo dei premi destinati ai clienti più fedeli. È così ovunque, ti registri per ottenere uno sconto al momento di pagare, spesa dopo spesa accumuli punteggio che viene di volta in volta aggiornato sullo scontrino e quando vuoi passi all’incasso scegliendo il regalo che preferisci. Passo oltre sul fatto che così loro hanno tutti i tuoi dati e sanno cosa, quanto e quando consumi perché a me interessa lo stesso il catalogo e lo studio nel dettaglio. Del resto è facile fare affari con questo sistema perché investendo il punteggio ottenuto in sei mesi di spesa e aggiungendo solo 4,00 euro puoi riscuotere un set composto da due coltelli, due forchette e due cucchiai, ché se ti arrivano ospiti in più a cena non sfiguri, per quattro bicchieri oltre al tuo punteggio servono 6,00 euro, si sa che la sete è più difficile da arginare. È con questo meccanismo che io negli anni ho ceduto spazio all’idiozia accumulando tappetini sui quali sono regolarmente inciampata, copertine da divano troppo corte per rendere davvero indimenticabili certi pomeriggi invernali e scatole per alimenti di ogni forma, misura e colore che come ruolo principale hanno quello di cadermi addosso quando apro la dispensa. E poi arriva quest’anno e i premi sono sempre gli stessi, e il mio punteggio non è poi tanto alto, e gli euro da aggiungere sono aumentati, e io sono sempre più taccagna, e quando sto mollando l’osso l’occhio si posa lì, e coi punti ci sto e senza aggiungere un nichelino: abbonamento per due mesi ad un giornale di gossip. Ci penso su, io che la smeno tanto con le belle lettere mica posso svendermi così, però è estate, sono poche paginette da sfogliare in velocità, niente che possa intorbidirmi il cervello in fondo e lo faccio. Il mio nome associato all’abbonamento di un giornale di gossip. Ma ancora peggio, un giornale che ogni settimana occhieggia nella mia cassetta della posta in evidenza a tutto il vicinato. Persa la faccia. Risultato finale? Ripetere per un’intera estate che questi tempi non sono tempi ché ai miei il gossip era un’altra cosa e che senza le sorelle di Monaco e le cognate Windors, quelle originali, la bionda e la rossa, non c’è nessuna ragione per parlare di pettegolezzo. Grande sintomo di vecchiaia questo, il prossimo anno sceglierò i bicchieri.
Carolina e le altre
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela