Un’attesa febbrile, come quando alle medie aspettavi la risposta del compagno di banco al quale avevi scritto un fiume in piena di parole d’amore, una letterina stupidina e piena di cuori con cui ti dichiaravi e augurandoti che ti volesse in moglie per l’eternità e dieci figli, ma anche di più se voleva. Ecco alla fine la direzione del supermercato a cui ho scritto, senza nessun cuore, anzi una buona dose di veleno e rabbia, pura incazzatura sarebbe meglio dire, mi ha risposto. Gentile signora, mi ha detto, siamo in regola con le norme in materia di superamento ed eliminazione delle barriere architettoniche però il nostro personale in occasione del suo ingresso potrebbe non essersi comportato in modo corretto considerando le sue particolari esigenze. Strana questa cosa ha continuato dato che la politica aziendale della nostra società è sempre orientata all’attenzione e alla soddisfazione del cliente nel limite del possibile e della ragionevolezza. Ma nel caso sia successo qualcosa che l’ha offesa offriamo un buono spesa di € 20,00 da utilizzare presso il nostro punto vendita. Per rimanere alle medie faccio un breve riassunto: colpa mia. Non ho capito una minchia perché loro sono in regola con le normative e bla bla, ho esigenze particolari e quindi giù la testa e poche pretese, tutto possono fare mai io non ho avuto ragionevolezza di sorta ma siccome la prof e buona ciapa qua 20,00 euro e silenzio per favore.
Sono sulle spine, non so che fare, accetto 20.00 o riscrivo una nuova letterina come una vera rompipalle?