Non sono fotogenica. Il risultato è che nelle foto vengo fuori sempre con gli occhietti chiusi, con quell’espressione per nulla vivace che mi fa somigliare a una tonta. Comincio a sorridere troppo presto forse e al momento dello scatto la mia palpebra si è già chiusa, certo è che mentre gli altri vengono fuori tutti belli, sorridenti al punto giusto e in posa perfetta, io no. Quindi, cari amici che eravate con me l’altra sera, a cui ho chiesto il permesso assicurando che proprio qui avrei messo la foto della nostra rimpatriata, sappiate che quell’immagine resterà ben stretta nei nostri telefoni, qui non la vedrete mai. Rimarrà il ricordo di una bella serata, che prende le mosse da quattro amici che si conoscono da almeno trent’anni a cui nel tempo si sono aggiunte le tracce raccolte negli anni: mariti, compagne, compagni, figlie, figli, quel po’ di tutto che la vita ha distribuito senza chiedere permessi. La scuola è stata il traino portante di questa speciale amicizia, tre compagni di banco che si sono riconosciuti al volo o che magari hanno avuto solo la grande fortuna di dirsi parole giuste al momento giusto, vicine di casa che senza saperlo hanno scoperto di fare la stessa strada per arrivare in classe e proprio lungo il percorso si sono accorte di piacersi. E poi affinità crescenti che anno dopo anno hanno creato relazioni forti di cui andare fieri, perché trent’anni sono tanti, cavolo se sono tanti. E l’altra sera, ancora una volta, come facciamo almeno due volte l’anno in accordo con gli impegni di tutti, eravamo seduti allo stesso tavolo di una pizzeria a raccontarci chi siamo diventati con un occhio sempre ben teso verso quel passato che ci ha fatto conoscere, prendendoci in giro come allora e anzi più di allora perché non abbiamo mai smesso di farlo e questa è la nostra vera potenza.
Accidenti ai miei occhi chiusi
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela