Un’estate fa

Lavoravo per un’agenzia di comunicazione fino a poco tempo fa che, seppur piccola e di provincia, era meta professionale piuttosto ambita raggiunta infatti da una certa mole di curricula, soprattutto da parte di giovani, interessati ai vari ambiti di cui si occupava. D’estate le richieste si moltiplicavano anche da parte di studenti universitari che avevano bisogno di completare il loro percorso di studi con la formula dello stage, meccanismo che non non ho mai capito fino in fondo visto che ai miei tempi mancava, ma tant’è. Sta di fatto che lo stagista non pagato era merce ghiotta per i miei capiufficio e puntualmente ogni estate, periodo nel quale ne avevamo più bisogno, le richieste venivano accettate in gran quantià. Io e le mie colleghe dell’area redazione gli stagisti li accogliavamo con un caldo benvenuto e un certo entusiasmo, un po’ perché eravamo molto distanti dall’essere arpie e molto perché veramente bisognose di aiuto in certi estati senza fiato e, con la finta scusa di rendere davvero utile la loro esperienza, nessuno di loro ha mai potuto dire di essere stato ridotto a fare il passacarte, anzi. Tranne un’estate in cui da quelle parti passò una vera fancazzista, simpatica come la sabbia sul letto, capace di tirare fuori da me quella vena da vera stronza che non mi manca e che la mattina non me la faceva nemmeno salutare. Tranne quel giorno in cui le vidi sbucare dalla borsa un libro, lei vide l’occhio che si faceva vigile e mi disse “Piace anche a te la Kinsella?”. Credo di essere diventata viola in volto, sono donna colta io, non compro certa robaccia volli far capire. Ma non mi riuscì fino in fondo visto che lei il giorno dopo mi portò tutta la coĺlana, la lessi d’un fiato e prima della fine del suo stage lo fecero anche le altre colleghe della redazione. La tizia continuò a fare niente ma chissene, il suo lo aveva fatto eccome. Quest’anno per Natale con quelle ex colleghe divenute per fortuna amiche ci siamo scambiate regali dopo aver stilato un’utilissima whish list per andare sul sicuro. Fra le richieste c’era l’ultimo libro della Kinsella con il patto non scritto che la destinataria dopo averlo letto lo prestasse anche alle altre in ricordo di quell’estate di qualche anno fa. Faticosa ma davvero divertente.

 

 

 

 

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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