Me lo stanno chiedendo tutti se mi piace questo Sanremo, tutti quelli che sanno della mia passione ovvio. E io a dire che sì mi piace, malgrado i dubbi dell’inizio, per la conduzione soprattutto e per la certezza che mancava Baglioni, perdita incalcolabile per me dopo tutta la bellezza respirata nelle ultime due edizioni. Ma alla fine si, può andare, si può girare pagina, roba strana se la dico io lo so, ma tant’è e quindi si, Sanremo 2020 alla fine mi é piaciuto, diciamo così. Finisce stasera ma non credo possano succedere grandi sorprese negative, e malgrado i preconcetti su Amadeus da cui mi aspettavo niente più di zero, il giudizio è positivo. Un ruolo forte lo ha dato anche la formula della coppia con Fiorello che funziona anche perché ne esce uno spettacolo trascinate di quelli che sembrano procedere senza copione che invece c’è, eccome se c’è. Forte e potente, ecco cos’è questo Sanremo, lo spettacolo intendo, perché questo prevale, sulle canzoni purtroppo e su tutto quello che è da sempre il Festival. Arrivati all’ultima serata io, per esempio, non ho ancora ascoltato tutte le canzoni, si ok vado a letto presto e si sa, ma quando c’è Sanremo tento di tirar tardi più che posso ma non abbastanza per questo Festival che mette in moto la sua vera natura piano piano e comunque non prima delle dieci. I primi cantanti escono tardi e gli ultimi quando è già notte, prima c’è altro, piacevole e spassoso quanto si vuole ma alla fine diamoci un taglio perché non è cosi Sanremo. Ma non solo, io con questi orari non ho visto nemmeno tutti i vestiti delle co-conduttrici, da non chiamare vallette, sia mai, meglio farle andare in scena a mezzanotte mettendole in secondo piano rispetto a tutto il resto invece. Insomma quest’anno sono mancati tutti i capisaldi del mio Sanremo perfetto, quelli che lo facevano più palloso magari ma che erano l’anima stessa della settimana più bella dell’anno.