Ma vedi che ho ragione io? Che il tocco davvero vincente di Sanremo sono le canzoni? E quest’anno erano davvero superlative e io le ho sentite solo ieri sera perché, vivaddio, per una settimana sono state relegate in fondo, perché il grande palco è stato in larga parte per altro. E cosi mi ero convinta che fossero la solita roba dei peggiori Festival che detto da me fa tanto ridere visto che io da Sanremo ho sempre saputo ricavare almeno una canzone da ricordare. Ecco credevo fosse il caso di quest’anno, del resto cosa penso di Amadeus l’ho detto no? E invece ieri sera, cavolo, perfino gente come Zarillo ha fatto bene, niente più del suo genere sia chiaro, ma si insomma poteva fare molto peggio. Ha vinto Diodato – che siceramente conosco molto poco – con una canzone che mi ha graffiato il cuore, non lo trovo un gigante come interprete ma lo voglio seguire perché si sente che è bravo sul serio. Resto comunque convinta che se l’avesse cantata Tiziano Ferro la sua canzone altro che graffi, fatevi largo lacrime, qui c’è bisogno di voi. Mi è piaciuto tanto questo Festival perché c’è stato modo per scoprire canzoni dal livello mediamente alto, generi diversi, testi poco banali e musica capace di farsi ben riconoscere. E poi creatività, e qui s’è visto Achille Lauro, che serve dire altro se con lui si è raggiunta la perfezione? Questa che è stata davvero una bella vetrina di musica italiana e magari esagerando mi ha ricordato una delle cose più importanti imparate ai tempi dell’università: quando un’epoca storica si rìtrova oscurata da una trama nera e pesante che riduce anche le minime capacità di ragionamento, è sempre dall’arte che parte un nuovo inizio, quello stimolo che introduce linguaggi ispirati a rinnovati echi di bellezza che conducono ad una nuova, attesa, rinascita. Continua così Sanremo che io lo dico da sempre che sei la settimana più bella dell’anno.
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