È un tempo pesante questo, inutile tornare sull’argomento per renderlo ancora più pesante, la situazione è questa ed è fin troppo nota la questione, che ci si può fare se non sperare che passi in fretta senza fare ancora più danni? Si tratta di trovare il modo per renderlo più disteso forse. Io ho scelto di buttarmi per l’ennesima volta tra i cari amici che abitano a Stars Hollow nel Connecticut o giù di lì visto che Stars Hollow non esiste. Care amiche che mi prendete in giro per questo sappiate, e lo dico con fierezza, ho deciso di mettermi a guardare ancora una volta Una mamma per amica. Per la quinta volta? La decima? La ventesima? E chi lo sa. Adesso ne ho più bisogno che mai. Io davanti alla tv insieme alle ragazze Gilmore ci sto bene, mi rilasso, mi risposo, allontano i pensieri più cupi, mi sento meglio. Non ho scelto da dove cominciare, sono andata a caso, tanto le puntate le conosco tutte a menadito, quale importanza ha decidere da dove partire se mi piace tutto, ogni momento della serie lo conosco perfettamente e mi fa stare bene allo stesso modo? Quando vedo uno qualsiasi dei personaggi fare qualunque cosa la mia immaginazione vola: Lorelai beve un caffè? ne voglio subito uno anche io; Rory legge un classico russo? lo devo avere in mano immediatamente; è seduta tra i banchi del suo esclusivo e rigorosissimo liceo? mamma mia, quanta voglia di essere la sua compagna di studio; sono tutte e due a cena dai ricchi ed eleganti nonni? è quello il posto dove vorrei essere anche io più diqualunque altro al mondo; mangiano pizza, patatine e schifezze sedute sul divano? è il mio menù preferito, roba nota. Tutto qui? Macché. Il fatto è che Lorelay, Rory e tutta la squadra che si muove a Stars Hollow e immediate vicinanze è brillante, simpatica, raramente stupida e il registro che distingue la sceneggiatura delle puntate è questo, o almeno è quello che ci leggo io. Qui si ride, ci si innamora e poi si litiga e pure molto, si fanno cavolate ai limiti dell’eccesso ma tutte condotte sul filo dell’ironia ma soprattutto prevale il dialogo da cui escono considerazioni lontane mille miglia dalla mediocrità. E anzi spesso sono piene di luce. Nella puntata che ho guardato ieri sera, per esempio, Rory è con Paris, la nemica/amica con la quale ha condiviso tutto il percorso di studio, sono ad un passo dalla laurea all’università di Yale e stanno ricevendo le risposte alle domande per la specializzazione che hanno fatto. Paris ha un carattere che definire spigoloso è un po’ più che un eufemismo e infatti ai tempi della scelta universitaria il suo desiderio di essere ammessa ad Harvard viene bocciato proprio dal suo temperamento severo e instabile malgrado il curriculum scolastico sia all’altezza della fama dell’ateneo. Harvard accetta, invece, la sua richiesta per gla specializzazione in giurisprudenza. Paris la legge, salta sul divano e grida: “Non mi hai voluta quattro anni fa? Oggi sono io che non voglio te.” Strappa la risposta e butta le carte all’aria. Paris, maestra di vita. Le tue parole valgono per tutti, valgono per tutto.
Nel Connecticut o giù di lì
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela