Indietro tutta

Ieri mi sono connessa a Rai Play, cercavo una cosa che mi ero persa e che volevo recuperare. Entrando nella home ho visto le proposte e i consigli offerti, gran parte di questi compongono una rosa completa della migliore tv del passato, quella con cui sono cresciuta o di cui ho comunque sentito parlare come caposaldo dello spettacolo di casa nostra. E tra questi c’è Indietro Tutta, Arbore e Frassica & co, quella pagina di televisione che ha fatto molto più che storia. Credo si fosse nel 1987 o 1988 giù di lì, ero una ragazzina, al Ginnasio, ne parlavano tutti davvero tanto perché in un botto il linguaggio della comunicazione era stato travolto da ragazze coccodè, dalla vita che era tutta un quiz, dal cacao Meraviliao, dal telecomando riconosciuto scettro del potere per chi lo aveva in mano. So per certo di non aver mai visto una puntata intera di Indietro Tutta e sicuramente non in diretta, andava in onda troppo tardi la sera e io vado a letto presto invece, da sempre. Però anche senza guardarlo tutti ne eravamo sedotti: le sigle venivano trasmesse per radio continuamente e quel cacao, proprio quel cacao che non esisteva, era tra i più richiesti in ogni negozio. Io di Indietro Tutta ho comunque un ricordo diverso e tutto mio associato a due compagni di classe che non potevano rappresentare niente di più diverso l’uno dall’altro. Enrico, capelli lunghi, sguardo robusto, eloquenza scorrevole come i migliori uomini della sinistra italiana di quegli anni, come il suo omonimo a cui chiaramente ispirava il suo pensiero. Ogni giorno entrava in classe sbattendo sul banco una copia de Il Manifesto. Pier Filippo, perfetto esponente dell’alta borghesia cittadina, tutte le mattine camicia Oxford perfettamente stirata, eleganza innata e dichiarata educazione politica collocata a destra. Quando morì Almirante conservò dentro il portafoglio l’articolo che Montanelli gli aveva dedicato per celebrarne il peso istituzionale. Era nota la loro reciproca antipatia, ma, lontani di quasi un decennio dalle più feroci lotte politiche conosciute nel nostro Paese, si limitavano a ignorarsi, niente avevano in comune, niente volevano condividere. Fino a quando una mattina cominciano a ridacchiare tra loro, uno dice una cosa, l’altro risponde a tono. Il giorno dopo lo stesso, uno scambio di battute veloci, niente di più, ma la risata è più convinta e non proprio sotto il banco. Fino a quando cominciano ad aspettarsi prima di entrare in classe, addirittura davanti alla scalinata del liceo, non si deve perdere tempo, ce n’è da dire e da ridere soprattutto. Per me Indietro Tutta è questo, la storia di un’amicizia nata senza porre condizioni e poi è la memoria di Pippo come lo chiamavano tutti noi a scuola, meno borghesi, meno ingessati, più popolani e allo stesso modo addolorati quando purtroppo morì.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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