Tre appuntamenti fondamentali: Capodanno, Pasquetta e Ferragosto. Sono le date che da anni passo con tre ex compagni di liceo e la mia amica storica. Facciamo un’uscita insieme, per cena o per pranzo, dipende. Insieme a noi c’è sempre un corollario composto da mariti, fidanzati, compagne, amanti che negli anni è stato piuttosto mutevole, attualmente si è stabilizzato va detto, abbiamo messo la testa a posto. Oggi niente da fare ovviamente, spiace molto ma è davvero ingeneroso protestare, stiamo bene, parenti e amici vicini a noi anche quindi meglio far accomodare lontano ogni lamento. Ci si vede solo tre volte l’anno perché aspettiamo i rientri della mia ex compagna di banco che vive e lavora a Londra col marito, noi che siamo tutti padani potremmo vederci anche in altre occasioni ma non lo facciamo, sembra di non portare loro rispetto. Ma anche perché si sente se manca qualcuno del gruppo, si mettono in crisi gli equilibri e le discussioni ne soffrono, perché ognuno di noi gioca il proprio ruolo, ci conosciamo da troppo tempo per non accorgerci delle assenze. E poi perché siamo grandi amici, è vero, ma mica andiamo d’accordo su tutto sia chiaro, e ogni volta ad un certo punto il dibattito prende quota e sempre con gran vigore, non si litiga ma si discute e ciascuno mette sul piatto i propri argomenti. Finisce tutto sempre con grandi risate e più di qualche presa in giro, quelle non mancano mai. Ci si ritrova sempre nella città dove abito io, questo non sarebbe giusto, anzi direi che non lo è per niente, dovremmo alternare le destinazioni visto che non viviamo tutti nello stesso posto, ma è come se tra i miei amici ci fosse un tacito accordo per favorirmi. Lo sanno che io non sono mai stata vivace al volante, figuriamoci ora, ma meglio essere onesti e non dare la colpa di tutto alla sclerosi multipla, sono da sempre un’imbranata alla guida almeno questa accusa non gliela attribuisco, pensa te come sono buona. I primi minuti di queste serate non li vivo benissimo, quando rivedo dopo tanto tempo qualcuno, anche se amico, mi sento in grande imbarazzo, sotto giudizio, è come se fosse una partita che so di perdere in partenza, non amo fallire le prove. Ma questa stronza che mi porto addosso procede e lascia tracce di cui mi vergogno, l’imbarazzo misto a timore che leggo negli occhi degli altri mi umilia, fingo di niente ma è così. Ho scelto di sorridere in questi casi, più per gli altri che per me, loro così si ammorbidiscono e io passo oltre, come se cambiassi argomento. Ma questi tre appuntamenti annuali restano importanti per tutto il carattere che hanno, mettono insieme chi eravamo e chi siamo diventati, e ci sono fin troppe ragioni per esserne orgogliosi. Ora che Pasquetta è saltata ci sarà Ferragosto e noi del gruppo avremmo ogni elemento per poter parlare accuratamente di questo periodo fuori dal tempo, fuori dalla ragione, senza logica e nessun giudizio. Davanti ad una pizza, perché anche in questo mi accontentano sempre: io sono felice il doppio se mangio anche solo una margherita con una Coca media. Meglio ancora se Pepsi.