Agosto è il più crudele dei mesi

Soffiata via una stagione. Me ne sono accorta lunedì mattina quando dopo tantissimo tempo sono uscita di nuovo per tornare al lavoro. Nell’aria l’ho sentito quel qualcosa di strano che non si poteva non notare, sicuramente per com’ero vestita, non avevo cambiato niente del mio guardaroba rispetto all’ultima volta in cui ero stata fuori, la prima settimana di marzo. Non è più inverno, ora c’è una bella primavera, intensa, ai confini di un’estate che giri l’angolo e sarà qui, stagione che da sempre detesto, perché che io sia strana è roba nota. Stavolta guarda un po’ cosa è successo, neanche il tempo di accorgermene, con i cappotti ancora appesi lì e le giacche un po’ più leggere tirate fuori in gran fretta, perché eccome se fa già quasi caldo. E io nei cassetti invece ho ancora le maglie di lana pesante, i cardigan davvero poco primaverili, mentre le camiciole, le magliettine più leggere, quei pantaloni di lino belli solo se stropicciati sono ancora chiusi altrove. Anche questo tempo s’è portato via il Coronavirus, che rispetto a tutto il resto, per carità, è cosa da nulla. L’ho notato pure io e con fastidio anche se non la amo questa stagione perché si porta dietro l’estate e io vivo al mare e se solo per questo dovrei amarla nel profondo, non l’aspetto mai con nessuna ansia, ma vedermela portare via sotto gli occhi non l’ho trovato corretto, tutto qui. Che primavera ed estate non siano amate da gente come me che vive al mare può sembrare roba strana è vero ma il punto è questo, almeno per quello che mi riguarda. Perché il mondo del turismo invade fin da quando ero piccola i miei spazi, non ha mai significato vacanza, lavoro invece, per i miei genitori e poi crescendo pure per me. Il turismo io l’ho sempre vissuto con la strana sensazione della violazione, ecco cos’era e quando tutto finiva e tutti se ne andavano riprendevo a respirare. Ma è il turismo che mi ha dato tanto, mi ha fatta crescere, studiare, è suo il sistema da cui ho avuto tutto quello che avuto, come negarlo. E di conseguenza come non rispettarlo. Proprio ora che vacilla, tra dubbi, indefinibili incertezze, paure motivate e preoccupazioni molto più che valide, il turismo prende quota tra i miei sentimenti perché in giro dalle mie parti vedo e sento facce e parole che sanno di crisi barbarica, discesa verso il profondo nulla, che rischia di demolire una potenza economica che coinvolge tanti, troppi. Cosa accadrà su questo fronte è un’incognita che confonde perché mancano risposte adeguate a domande che fino a pochi mesi fa nessuno pensava di doversi fare. Sarà un’estate in bilico quindi, un turismo che giocherà una partita difficile come mai avrei creduto, proprio io che da piccola arrivati all’1 agosto cominciavo il conto alla rovescia verso l’inizio di settembre, il mio mese preferito. Avrei dovuto capirlo per tempo che agosto è un mese crudele solo perché chiude una pagina da non dare per scontata.

Published by

Avatar di Sconosciuto

Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

Lascia un commento