Poco da fare se sei scemo

Stamattina ero al lavoro e, oltre a litigare con gli occhiali che insieme alla mascherina si appannano in modo indecente, ho scoperto che posso usare la mia sedia sfruttandone tutti quei lati che fin dal primo giorno in cui mi ci sono messa sopra mi hanno sempre fatta innervosire oltremodo. Forse l’ho già scritto ma non ricordo dove, comunque il sunto è che esiste una categoria di persone che vedendomi lì, relativamente giovane – questo lo aggiungo io! – e perlopiù sorridente, mi si parano davanti con un atteggiamento di esagerato altruismo, come se spettasse loro attribuirmi la forza per affrontare le mie giornate. Serve dirlo che mi danno sui nervi? Li riconosco subito e passo oltre con una cattiveria nello sguardo che smorza all’istante sorrisi sproporzionati e la curiosità di conoscere cosa mi è successo con il sollievo di sapere che qualunque cosa sia non è capitata a loro. Ma se sono al lavoro devo cambiare rotta e comportamento, amplificare finta gentilezza e smussare lo spregio che mi provoca quella gente, e guarda te cosa ho scoperto. Seduco. Conquisto. Affascino. Anche i rompipalle. La mia più grande sfortuna diventa un viatico che mi permette di trovare qualche soluzione in più, là dove camminerei sui piedi con le ruote della mia sedia perché certi atteggiamenti mi mandano ai matti, è un’occasione perfetta da sfruttare per ottenere ciò che voglio. La poverina alza la testa e si accorge che anche senza volerlo può trovare un beneficio dalla sua sfiga? Certo, io ci metto il massimo delle mie possibilità per fare bene il mio lavoro, mi impegno e comunque sorrido perché mi va di farlo, non sono certo personaggia che si piange addosso stile me misera, me tapina, ma se tu, piccolo ignorante, limitato nel pensiero e nella mente, credi che con me devi essere più gentile che con altri perché la natura ti ha messo in croce da un cervellino piccolo che nessuna sedia a rotelle potrà correggere, prego fai pure, continuo a disprezzarti ma in più ti uso, sei scemo e nemmeno lo capisci. Mica è colpa mia.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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