Bandiera gialla

Ha certamente sbagliato questa generazione di ventenni, poco più poco meno, che, di fronte a un sonoro tana libera tutti che ha riaperto le frontiere ributtandoli fuori casa all’improvviso, ha reagito così come si è visto. Ma poteva andare diversamente? Questi sono ragazzi che si sono visti strappare di mano circa tre mesi di giovinezza e che, nuovamente sulla linea di partenza, hanno voluto correre dentro le loro notti imperiose al grido di basta è finita, con abbracci che hanno negato ogni distanza di sicurezza, senza mascherine, per riprendersi in mano quella socialità che forse li ha fatti rimpiangere perfino scuola e studio. E gli adulti tutti lì col ditino alzato, la movida killer l’hanno chiamata i giornali, chiuderemo tutto di nuovo stanno dicendo i sindaci, perfettamente consapevoli che non lo faranno perché se hanno permesso le riaperture è solo per non affossare ancora di più un’economia che vacilla drammaticamente e ha bisogno di registratori di cassa in funzione daccapo. Ma questo divertimento in moto dopo troppo tempo di silenzio mi ha dato quasi l’idea di entusiasmo forzato, da certe immagini ho ricavato addirittura un’idea di finzione, stasera è d’obbligo essere felici mi sembrava si dicessero quei ragazzi, sono qui, a fare casino, urlo perché è giusto cosi, cavolo, sto vivendo serate speciali, le ricorderò per sempre, come potrei non farlo, e allora resto per strada all’infinito e abbraccio tutti, lo fanno gli altri e lo faccio anche io. Sono molto più giovani di me e magari pensano proprio questo, ma chissà perché a me sono venuti in mente certi Capodanni di quando ero ragazza io, a quei tempi era la serata per eccellenza, quella in cui potevo stare fuori più a lungo, quasi senza coprifuoco – quasi -, eppure ce ne fosse stata una in cui mi sono divertita. Erano serate che partivano piene di speranza, con pianificazioni lunghissime ed elaborate, prima fra tutte l’augurio di ricevere l’invito alla festa dei desideri che prevedeva di conseguenza la scelta di un look all’altezza. Vorrei soprassedere su certi abiti scelti con cura eppure orridi e pure sfoggiati senza vergogna, ricordo molto bene, comunque, di non essermi mai divertita sul serio. Perché se penso al vero divertimento mi vengono in mente quelle serate partite dal nulla, nate un po’ a caso e scoppiate in mano senza più tornare indietro con decolli prepotenti e voli altissimi. Perché la gioventù è davvero bella e sia come sia, sono felice che i ragazzi di oggi se la siano ripresa in mano.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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