Ieri, dopo una quarantena infinita, sono tornata dal parrucchiere per coprire quella coltre di capelli bianchi che mi era spuntata in quantità ma pure per mettere in ordine un po’ tutto. Perché c’era una chioma cresciuta in modo casuale, in lunghezza, volume e forse anche in altezza che aveva bisogno di una mano esperta per restituirle significato. Fatto il colore, fatto il lavaggio poi tocca al taglio, due parole con la ragazza che si prende cura di me e alla fine una decisione: grande cambiamento, abbandonare dopo un numero imprecisato di anni l’uso troppo deciso della forbice sui miei capelli. Che ora mi sfiorano di nuovo le spalle. Ma non solo, ho spostato l’orientamento della riga che non è più a sinistra ma al centro assecondando in questo modo il suo andamento naturale. La mia chioma è piena di attaccature sbagliate, così le chiamano le professioniste, io so solo che mi creano ciuffi indisciplinati di capelli che sono sempre in disordine, inutile metterli a posto tanto vanno dove vogliono, tocca arrendermi. Con la riga in mezzo invece tutto si risolve e così, mentre la ragazza si metteva al lavoro, mi sono illuminata, e se costruissimo il taglio attorno a lei le ho chiesto? Fatto. Poco per la verità, perché in lunghezza ho voluto fare il minimo e la riga in mezzo è davvero la regina della mia testa, basta farla accomodare e lei prende posto. Agevolmente e senza intoppi. Per la piega poi non ne parliamo, ho i capelli dritti come fusi, due colpi di spazzola ben assestati e sono perfetti senza bisogno di piastra o roba sul genere. Ieri sera ero felice del risultato raggiunto, non mi capitava da anni di uscire contenta da una seduta dal parrucchiere. Anche un po’ per colpa mia lo ammetto. Sedotta da certi tagli di capelli un po’ troppo alla moda, negli ultimi anni me li sono fatta accorciare un po’ troppo, progressivamente e sempre di più, finché ho beccato una parrucchiera davvero incapace che s’è fatta prendere la mano – completamente al di fuori delle mie richieste va detto – trasformandomi in Harry Potter. Dopo essermene andata sbattendo la porta, ho dovuto aspettare, centimetro dopo centimetro, per recuperare un minimo di presentabilità tradotta in un caschetto che mi ha accompagnata per anni. Quello che avrei riprodotto anche ieri se non fosse stato per questo tentativo di cambiamento che mi ha colto all’improvviso e che guardatami allo specchio subito dopo mi ha pienamente soddisfatta. Poi c’ho dormito sopra e, insomma, questo prodigio di riga in mezzo stamattina si faticava a notarlo perché i capelli erano tutti schiacciati dal cuscino e nemmeno il più deciso dei colpi di pettine li ha ravvivati. E ora, bastano due trecce e sembro Mercoledì degli Addams.
Ora tocca a Nonna Papera
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela