Sto leggendo un libro bellissimo. In linea con molte delle letture fatte in questi mesi di 2020 se è per questo. Ecco che sono già fuori tema, sto dicendo che leggo tanto, mamma mia, sempre con un libro in mano io, e via di foto su Ig con copertina di premio Pulitzer sul tavolo e tazza di caffè accanto. Il contrario di quello che intendevo in pratica. Leggo quel che leggo e sono pur sempre fatti miei, sono una lettrice lentissima oltretutto, un’attenta selezionatrice di titoli piuttosto, ma non credo che nessuno che mi conosce veramente, né tantomeno chi è solo una figura che mi sfiora, possa dire di avermi mai sentita dire “Io leggo tantissimo”. Forse perché lo faccio molto meno di quello che vorrei. Ma sono ancora fuori dal tracciato che mi ero data. Dicevo che sto leggendo un libro bellissimo, eppure non sto rallentando la lettura per terminarlo il più tardi possibile, per prolungare il piacere di averlo con me, o via sul genere, cose che ho sentito dire molto spesso o che magari ho letto, sui social in particolare. Tra poco lo finirò invece, forse già stasera, farò la mia piccola breve recensione a personale futura memoria e poi lo riporrò in libreria nel suo spazio. È un Einaudi, starà tra gli altri bianchi, accanto al precedente titolo della sua autrice. Subito dopo ne comincerò un altro come faccio sempre, “io non leggo tantissimo” ma ho il tempo e la voglia per avere sempre un libro sopra il comodino. Ecco che adesso rientro nello svolgimento che mi ero data. A chi potrebbe interessare tutto ciò? A nessuno. Eppure gli andamenti letterari di un paese che legge statisticamente molto poco trasformano il libro in argomento per fugaci confronti tra socialité. Non partecipo, grazie per l’invito. Io quest’estate ho fatto un acquisto, l’unico, una T-shirt che ho visto sul web e che mi ha scatenato la voglia di averla per quello che c’era scritto: Mai sottovalutare una donna che ama leggere ed è nata a gennaio. Sono io mi sono detta e l’ho ordinata e in un attimo, fuori tema.
Fuori tema
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela