Ben tornata Pfizer

Forse ci siamo. Entro fine anno potrebbe arrivare il vaccino contro il Covid-19, quello che aspettiamo tutti come l’acqua nel deserto. Le case farmaceutiche si sono messe fin da subito al lavoro per raggiungere il traguardo che garantirà il ritorno alla normalità del pianeta e per chi di loro ce la farà ovviamente anche l’incontro con un progetto economico dalle dimensioni colossali. Questo fanno le case farmaceutiche del resto e la mia non è un’accusa. In prima linea tra le probabili al titolo c’è l’americana Pfizer, poi stanno arrivando anche altri nomi e, vivaddio, meno male. Circa vent’anni fa frequentavo una carissima amica e un carissimo amico che di professione facevano gli informatori scientifici del farmaco. Li ho conosciuti più o meno insieme ma lì per lì il loro lavoro per me era un vero punto di domanda. Non sapevo cosa significasse e chiesi chiarimenti: presentiamo ai medici le proprietà dei farmaci che proponiamo, mi dissero, perché li possano prescrivere correttamente ai pazienti e aiutarli nella cura delle loro patologie. Ah, dissi, siete i rappresentanti, quelli che nelle sale d’attesa dei medici passano davanti a chi è arrivato prima di voi. Mi guardarono tipo fossi un po’ scema. Ma era già nata una certa simpatia tra noi e si passò oltre. Per lunghi anni li ho frequentati e per lunghi anni mi è capitato di sentirli parlare di lavoro, la loro casa farmaceutica era la stessa e quindi anche la direzione nella quale navigavano, ovvio poi che per loro due fossero gli altri quelli sbagliati e fuori rotta. C’era solo un nome concorrente che illuminava lo sguardo di entrambi: Pfizer. Era l’evidente pezzo da novanta, da invidiare, a cui aspirare o comunque questa è la sensazione che avevo io. Poi negli anni la vita ha allontanato le nostre strade ma non la mia attenzione verso la scienza farmaceutica. Ho la sclerosi multipla, come milioni di altri in tutto il mondo, e questa è l’unica fortuna nell’avere una malattia del genere: siamo in tanti e di vario tipo, lo dice anche il nome, i nostri sintomi sono maledettamente multipli, le case farmaceutiche hanno tutti gli interessi economici per studiarmi, per studiarci, per venire a capo di questo gran casino. E infatti in vent’anni di onorata carriera ho cambiato molte terapie, toccando anche il tasto Pfizer mi sembra. Oddio, i risultati non sono stati chissà cosa ma per me la scienza resta il punto fondamentale, l’unico percorso a cui rivolgermi e non certo a quelli dettati dalle varie cialtronerie che ci sono in giro. E ora che sento il nome Pfizer tutti i giorni anche il mio sguardo si illumina: nell’augurio che il vaccino arrivi e sia efficace ma anche nel ricordo di quegli anni del passato così spensierati, belli e liberi.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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