Eccome vax

Farò il vaccino. Ma questa non è una scontata dichiarazione d’intenti. È un annuncio. Domani comincia il mio percorso vaccinale, convinto anzi auspicato, verso il no Covid. Lavoro in una struttura sanitaria: medici, infermieri, oss, ospiti sono stati vaccinati oltre un mese fa, all’inizio di gennaio, non appena i varchi di Pfizer hanno aperto le loro porte. Poi il blocco e chi lo sa cosa è successo, cosa ha provocato uno sbarramento improvviso e troppo rapido. O forse la ragione è roba fin troppo nota, una frenata a 200 all’ora in autostrada che merita di far rovesciare i tavoli di ogni discussione politica ed economica, perché di questo si tratta, poco da aggiungere. La mia Asl qualcosa ha ottenuto, almeno per la mia azienda di natura sanitaria ottenendo le forniture necessarie per vaccinare anche il personale amministrativo come me che domani comincerà con il primo richiamo, tra 15 giorni con il secondo e ultimo. Avevo già chiesto ai neurologi che mi seguono informazioni sulle possibili controindicazioni rispetto a un peggioramento della sclerosi multipla in seguito alla vaccinazione, non si sono sbilanciati, ci arrivo da sola che non è possibile dire niente al momento, mi basta sapere che a conclusione del dialogo abbiano detto: fallo. E io corro, e domani sarò pronta ad esporre il mio braccino a un nuovo ago, mica un piacere per me ma per chi ha fatto due rachicentesi cosa vuoi che sia mi ripeto da finta coraggiosa quale sono. Rido da tempo con un amico di questo vaccini parlando delle immagini che passano in tv e mettono sempre in mostra proprio il momento in cui l’ago viene infilato nel braccio. Mica robetta per chi ha poco fisico e meno coraggio come me. Vabbè vado oltre. Perché in testa mi passano anche pensieri diversi, ovvero il vantaggio che sto vivendo rispetto a tutti gli altri. Grazie a un lavoro, quello giusto, e che per giunta ho in un periodo targato sotto il marchio di una crisi molto più che nera, mi viene offerta pure la possibilità di fare il vaccino battendo tutti i tempi della media che dico nazionale, direi mondiale. Un privilegio, in tutti i sensi.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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