Ieri sera da Fazio c’era Deborah Compagnoni. Quando l’ho vista mi sono fermata per guardarla, pure se la trasmissione del buon Fabio non la seguo più da un bel po’ di tempo, la trovo sempre più infagottata dentro schemi uguali a sé stessi, un anno sabbatico votato al rinnovamento non guasterebbe penso io. Be’ comunque quando ho visto la Compagnoni come fare a non guardarla, m’è venuta fuori quella pagina di anni sportivi popolata di ricordi che vanno da Tomba fino a lei e Isolde Kostner. Emozione al settimo grado. Lo sci a casa mia è sempre stato, mio malgrado, un grande protagonista: le vacanze di Natale si facevano sempre in montagna, nello splendido Cadore, mentre durante le domeniche invernali le gite per sciare mancavano di rado, si partiva tutti e quattro pronti verso skilift e seggiovie. Risultato: tre felicissimi di quelle levatacce verso le piste da sci, bianche, freddissime e ripide, una, io, già pronta al mio inguardabile spazzaneve, svogliato e lento. Mollata l’età delle gite con la famiglia le piste da sci non m’hanno più vista, almeno in diretta. Ma quando si è aperta la pagina dei successi sportivi di Tomba-Compagnoni-Kostner è stato un gioco facile accendermi ed esaltarmi, loro erano straordinari e io un po’ ne capivo, li vedevo scendere e giù e la loro uscita dal cancelletto mi diceva già molto di come sarebbe andata la gara. Fatto salvo per certi imprevedibili miracoli che sapevano fare in pista, cose tipo sbandare a metà slalom, quasi cadere e poi in piedi di nuovo, senza saltare una porta fino ad arrivare giù col miglior tempo e magari vincere con un solo centesimo di secondo di vantaggio, perché se sei programmato per danzare sugli sci il gioco è presto fatto. Vedendoli sciare e vincere non ho mai rimpianto tutte le salite a scaletta che ho fatto incapace com’ero di imparare anche un decente spazzaneve, no, non avrei mai voluto diventare come loro e mettermi al collo tutte quelle medaglie. Quando ero piccola il premio perfetto per la mia giornata sulla neve era la cioccolata calda con la panna da gustare seduta ai tavoli di una baita, di più non volevo, oltre a togliere scarponi e sci. Anche se, pensandoci bene avrei potuto diventare la prima campionessa olimpica che poi si è beccata la sclerosi multipla. Ma mi sarebbe toccato passare da Fazio ieri sera, sai la gioia.
Cioccolata calda con la panna
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela