Rieccomi. Dopo una quantità di tempo immemore, vergognosa direi, come se avessi abbandonato tutto, lasciato questo spazio che amo tantissimo senza nessuna giustificazione, solo per quella pigrizia che è una fastidiosa parte di me – direi la principale – e che mi ha risucchiata dentro un meccanismo di assoluta immobilità. Cosa ho fatto in questo lungo tempo? Niente. Oltre al lavoro, niente. Se non poltrire e dimenticare tutto. E scusa Fabi per quel silenzio gravissimo, e scusa Mattia per essermi dimenticata del tuo sorriso, e scusa Gloria per aver taciuto alle tue tante telefonate e scusate tutti voi per essere sparita di botto, proprio quando sembrava che davanti a noi il chiaro fosse vicino, il Covid forse addirittura vinto, o magari no, ma ridotto a un passo indietro questo sì, lo dicono almeno quelli che ne sanno di più. L’unica cosa che so anche io è che sono stata travolta da una stanchezza mai conosciuta prima e che mi ha provocato un desiderio intollerabile e mai assente di avere nulla attorno a me. E poi ci sono questi improvvisi vuoti di memoria che tutti imputano a quel livello di sfiancamento che io mi porto appresso da un bel po’ e che io invece attribuisco ovviamente alla sclerosi multipla che non è seconda a nessuno in quanto a danni anche di questo tipo, che lei sia maledetta nei secoli e per secoli. Capita sempre più spesso che mi venga detta una cosa e che io dopo pochi attimi la scordi per poi ripigliarla con tenacia solo col passare dei minuti. E poi che perda sempre più spesso il mio bagaglio lessicale, io, proprio io, che l’ho costruito con fermezza per anni, io che nutro il piacere di saper parlare bene, io che con la mia capacità di usare bene il linguaggio ho sempre, immodestamente, fatto scuola. E leggere? La mia vera passione. Non ne parliamo vi prego. Quello che mi accade mi dà tanto sui nervi: solo poche pagine, solo la sera e solo dopo una grande supplica personale, richiesta intima di impegno e tanto sforzo per la necessità di non mollare la presa. Io devo leggere, io devo rimanere al passo, non mi devo permettere di abbandonare quel piacere sconfinato che devo nutrire. Ma poi cosa resta se dimentico quello che leggo? Non dico tutto, che quello è ovvio, sono proprio i cardini che si disintegrano dopo essere passata al titolo successivo. No, questo no che non va bene. Sei tu sclerosi multipla che ti fai sentire anche in questo modo? No, ti prego scansati, questo no, questo non te lo permetto. Sei tu davvero? Stavolta sì che piango.
No, tu no
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela