Di nuovo dentro quel tunnel nero, da sola, con un ago attaccato al braccio e quel filo di paura che dopo ventun anni di onorata carriera col cavolo che è passata. Signori e signori ecco a voi la risonanza magnetica, l’esame di maturità della sclerosi multipla, la verifica suprema, di lei e di come procede, dove è arrivata e i passi che ha fatto, indietro mai sia chiaro – bella stronza che non è altro – ma almeno quale strada sta prendendo, se rallenta un po’ almeno. Ora tocca tornare nella clinica esclusiva e moderna, all’avanguardia e in linea con le scoperte scientifiche più avanzate dove la faccio da un abbondante decennio. Ma di risonanza magnetica stiamo pur sempre parlando, la paura per l’esito resta la stessa di sempre anche se so che i professionisti che mi accoglieranno saranno in grado di placare ogni ansia e paura. In vista del Covid l’ultima l’avevo fatta nel novembre 2019, le visite di controllo con i miei neurologi da quasi due anni sono state solo telefoniche con nessuna richiesta di esami da fare, vietato entrare in un ospedale e io con un sorriso lieve sulle labbra ho obbedito. Ma ora il clima cambia – e per fortuna meglio dire – Il Covid non si è fermato ma io ho fatto i tre vaccini necessari e la visita stavolta si fa. E anche la Rmn, con tutto quel carico di ansia che porta con sé. Ricordo la prima. Sapevo a tratti la ragione per la quale la stavo facendo, è vero il nome sclerosi multipla era stato pronunciato ma io stavo bene, solo un occhio aveva manipolato la mia vita ma tutto si era risolto con un paio di flebo di cortisone, è vero quando piegavo il collo partiva una scossa lungo la spina dorsale o magari sul dorso del piede sentivo un formicolio poco credibile, ma tutto sotto controllo, ragazzi non facciamo troppo casino ché io sto bene, capito? Sclerosi multipla? Ma fatemi il piacere, solo un nome d’orizzonte. E invece mi mandano a fare la risonanza magnetica in un ospedale di terza categoria poi, un ambiente che aveva poco di scientifico, un ambulatorio scuro con due tecnici arroganti che senza salutarmi mi infilano dentro un buco nero e vestita per giunta, lo imparerò dopo che la Rmn si fa senza abiti, cinture, ganci metallici, preistoria della medicina quella. E poi non mi dicono che durante tutto il tempo sentirò un rumore infermale, non dovrò muovermi, che durerà tantissimo e nemmeno quando sembrerà finita sarà finita perché mi tireranno fuori per infilarmi un ago in vena e iniettarmi il liquido di contrasto che vede se ci sono infiammazioni in corso. Ma io degli aghi ho una paura fottuta e scoppierò a piangere rifiutando di proseguire mentre i due mi urleranno contro che io ho la sclerosi multipla e terminare l’esame in quel modo è da stupidi. E così debutto nel mondo della sm. E da allora ogni appuntamento con la risonanza si porta dietro i retroscena di quella maledetta prima volta.
Debutto in società
Published by
Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela