Per chi ha la mia età la morte di Gorbaciov ha un sapore che porta alla giovinezza coltivata attorno alla speranza. La sua figura la si guardava con gli occhi sbarrati dell’entusiasmo, era lui il primo presidente URSS che ci dava l’occasione di conoscere una parte del mondo che l’Occidente, fin dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, temeva. Ma noi ragazzi avevamo davvero capito cosa significasse quello che stava accadendo, che valore potesse raffigurare il suo intervento politico e se avrebbe disegnato un segno positivo sul nostro futuro? Forse no, ma ci interessava davvero poco, noi eravamo certi che la direzione che Gorbaciov stava indicando avrebbe portato la nostra parte del mondo verso la via del successo. Per noi di certo, questo era il pensiero imperante. Lui e il Presidente americano che si stringono la mano a Washington è un’immagine che scrive il bene che abbatte il male dove ovviamente il bene stava dalla nostra parte e il male oltre un muro che fu proprio il contributo di Gorbaciov a far crollare come molto altro ancora. Accaddero molte cose nell’Est dell’Europa sotto il segno di progetti che Gorbaciov definì Perestrojka e Glasnost’, interventi di politica amministrativa, economica e sociale concepiti sotto i migliori degli auspici ma poi affossati nello spazio di pochi anni per ragioni storiche di difficile lettura. Di certo per me. Ecco, se mi volete più preparata sulla storia che ha preceduto una morte chiedetemi pure dello schianto in auto che uccise Lady Diana. La storia è troppo importante per parlarne senza avere contenuti seri di conoscenza.
La storia
Published by
Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela