Mamma mia quanto poco ho letto quest’anno. Ai miei limiti ecco cos’è, eppure il tempo non mi è mancato, venticinque giorni a casa con il Covid per esempio sarebbero potuti valere come una smossa, o no? Magari non i primi dieci giorni in cui ero veramente a terra, ma dopo nella fase di ripresa anche sì. Pare che al contrario mi abbiano talmente demotivata da sciogliere ogni entusiasmo verso i libri, una scusa? Forse sì. O vuoi che il primo libro letto a gennaio sia stato talmente monotono da togliere ogni piacere al nuovo approccio. Era un Adelphi. C’entra? Perché questo capitolo lo credo pure possibile, malgrado infatti il 2021 sia stato un tuffo dentro la lettura più convincente da gennaio 2022 ogni margine di piacere ha subito un resa. Guarda caso quest’anno l’ho aperto con un romanzo con quella copertina dai colori ineguagliabili e storicamente prestigiosi tra le mani, quelli di Adelphi insomma. Ma era un romanzo talmente noioso da prolungarne la lettura per settimane intere, oltre un mese. Un tipico Adelphi insomma, editore con cui vado poco d’accordo malgrado Arbasino, l’autore protagonista della mia tesi di laurea, sia stato pubblicato perlopiù da questo editore, ma qui il discorso cambia. Vuoi che quel primo romanzo letto quest’anno abbia influenzato ogni desiderio di lettura per tutti i mesi successivi fino a oggi? E chi lo sa. Perché in questo 2022 ci sono stati anche molti amatissimi bianchi Einaudi, alcuni proprio belli che pure non hanno smosso i miei tempi di lettura, pigri, dieci paginette alla sera e così si sa non si va avanti proprio no. E mica ho scritto tanto, il blog lo dimostra, qualche altro impegno oltre al lavoro? Sì vabbe’, ma niente da giustificare i miei vuoti. Sono solo maledettamente fiacca su tutto, per fare anche il minimo, per essere presente e verso quello che mi farebbe stare bene soprattutto o comunque meglio. Programmi per il nuovo anno? Svegliati, Cinzia, svegliati.
Progetti per il 2023
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela