Ora si parla solo di questo, in tv, sui giornali, ovunque. Ovvero di Spare il libro che restituisce la testimonianza in prima persona di Harry Windsor, il secondogenito di Carlo e Diana, con il suo racconto di una vita vissuta nel ruolo di garante alla discendenza reale ma di fatto più o meno inutile. In Spare Harry ha messo la mamma, la sua morte, la moglie mal digerita dal trono, il fratello, la nuora e tutte quelle rogne comuni a tante famiglie ma nella sua un po’ di più qui, in un libro dove le racconta a partire da destra fino a sinistra. In Italia se ne sta parlando da giorni e giorni, il libro è uscito l’altro ieri in Gran Bretagna dove però sembra che l’interesse rispetto a casa nostra sia addirittura minore, dovrei chiedere a Donatella la mia amica che abita a Londra ma so a priori che l’argomento non le interessa, anzi si sta certamente domandando perché tanta curiosità per il nulla che sta attorno all’evento, in un oggi ben travagliato da altro per giunta. E ha ragione. Invece io mi sono lasciata un po’ sedurre soprattutto perché dietro le quinte di Spare c’è la penna di J.R. Moehringer, premio Pulitzer ma anche curatore di Open la biografia dell’ex tennista Andre Agassi. Il capitolo introduttivo di Open è perfetto, emozionante, letterario e ricercato sia per struttura narrativa che linguistica poi scende di livello forse perché ha curarne la stesura non è Moehringer in diretta ma l’equipe del suo studio, così credo almeno. E Spare? L’ho comprato. Ebbene sì. Per mia mamma ho detto ma forse non è vero e infatti l’ho già preso in mano ma posso assicurare che non vale la pena spendere soldi per averlo. È noioso e ripetitivo, è scritto male, troppo banale per valere i soldi di copertina. E poi il titolo? In italiano è rimasto Spare come in inglese ovvero il modo in cui viene chiamato il secondogenito al trono. Ma in italiano è poco chiaro, direi per nulla. Ieri sera leggevo un tweet di Tegamini-Francesca Crescentini, fa la traduttrice e prima ha lavorato per Einaudi, non so se mi spiego. Faceva sorridere proprio per i ragionamenti fatti sulla scelta di mantenere il titolo Spare anche in italiano, da professionista non criticava la decisione ma buttava sul piatto un’altra idea: Ruota di scorta, a indicare il ruolo dei secondogeniti reali, sempre presenti ma lì dietro. Sono dettagli? In letteratura no.
Ruota di scorta
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela