Imparare a fare bene

Ieri sera è stata una serata di festa per me e le mie storiche amiche: Federica, Gloria, Sara, tutte quattro fuori insieme, non ci si vedeva da tre anni, quelli del Covid, maledetto lui. Ma c’era un capitolo da definire: i compleanni, quelli che io non vorrei più festeggiare, quantomeno non coi regali, in trent’anni di amicizia, quanti ce ne siamo fatti? Ma loro non sono d’accordo e ieri sera c’erano piccoli momenti da definire così mi hanno catapultata fuori per comporre alcuni passi: lo scambio dei regali appunto. C’era il mio, quello di Sara, quello di Fede, Gloria gli anni li fa in agosto, sarà un’altra pagina. Fanno tutto loro e ieri lo spazio era tutto per me, il mio regalo, un biglietto per uno spettacolo di teatro. Oh che bella e originale idea, niente da dire. Ma lo avevo qualche dubbio? Ovvio che sì, sono o non sono una rompipalle? E in cima alla lista cosa c’era? Il Covid. C’è anche da chiederlo? Il secondo? Il teatro avrebbe garantito un ingresso adeguato alla mia sedia rotelle? L’attenzione alla disabilità assicurata dalla struttura sarebbe stata in linea con le mie esigenze? Ne ho studiato e ristudiato il sito web senza capire con certezza cosa aspettarmi ma poi mi sono detta che sarebbe stato quello che sarebbe stato, bisognerebbe fare sempre così in fondo: se non sai come sono le cose buttati lo stesso perché non è certo riempiendoti la testa di fissazioni che risolvi qualcosa. Scrivo ridendo, non sono per niente programmata per metterla giù facile. Ma ascolta un po’ cosa ho trovato: un teatro con un’accessibilità perfetta. Si chiama Teatro Metropolitano Astra ed è a San Donà di Piave, la cittadina dove ho fatto il mio amato liceo, è stato ristrutturato da poco e la cura a favore della disabilità è perfetta. Punto primo: superfici, piane, senza gradini, nessun obbligo di sollevare la sedia inclinandola all’indietro. Punto secondo: il bagno, raggiungibile con ascensore che conduce a uno spazio ampio dotato di una perfetta accessibilità tra carrozzina e sanitari con adeguati corrimano posti sia dx che a sx per favorire ogni abitudine al movimento; sono rare se non inesistenti le strutture pubbliche, private o addirittura sanitarie a rispettare queste norme. Punto terzo: i posti per assistere allo spettacolo, sono collocati in alto, accanto alla porta d’ingresso, dominano la sala e non costringono disabile e accompagnare a seguire la rappresentazione seduti sotto il palco costringendoli ad alzare la testa piegando il collo all’indietro per ore. Vi assicuro che il valore della serata ha preso quota anche per tutti questi fattori. Quattro amiche storiche lontane da anni per questo stronzo di Covid, un bel regalo di compleanno in un teatro che merita i tanti applausi che merita. Forse è la lezione che mi serviva per capire che mi devo isolare di meno e uscire di più, non c’è solo il male là fuori.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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