Peccato per i Pooh

E dopo essere saliti sul palco del mio amato Sanremo dove sono stati ospiti anche per ricordare Stefano d’Orazio, ieri sera è andato in onda una specie di concerto dei Pooh che chissà, forse, magari avendolo guardato adesso potrei dire la mia con più precisa cognizione di causa. Ma appunto non l’ho visto, per mia scelta, mica obbligo o sonno potente, anche se comunque gli occhi mi si sono serrati ben prima che salissero sul palco. È che proprio ho voluto non vederla la serata perché i Pooh un po’ mi hanno rotto: chiusa qualche anno fa la loro rotta musicale con un concerto grandioso, riaccolto sul palco pure Riccardo Fogli di certo per motivi commerciali, vista la triste morte di Stefano D’Orazio e il sentito omaggio da fargli, sono andati sul palco dell’Ariston dimostrando che la voce se n’è bella che andata e che la sigla finale della loro carriera è stata scritta. Ci ho pensato ieri, il mio malumore causa ripresa dominio in mente della sm ha avuto certo in suo ruolo per spegnere la tv, ma anche tutte le ragioni che ho appena scritto si sono aggiunte: se dite basta suggellatelo con una firma decisa altrimenti il rischio di scendere nel ridicolo c’è soprattutto perché a quanto pare sta partendo anche un nuovo tour, date che sono di certo in più e hanno il sapore dello sbattere contro l’azzardo del ridicolo. E scrivo questo perché è vero che niente fermerà la musica ma bisogna darselo almeno un minuto.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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