Ecco che torno, dopo un tempo lunghissimo, che mi pesa, che mi ha pesato che però ho lasciato correre, con ogni scusa: orari di lavoro che non sopporto più – vero -, uno strappo al braccio che mi ha fatta piangere dal dolore – come sopra -, mancanza di idee. No, questo no. Ma mi sono dimenticata cosa mi girava in testa per riprendere le fila del tutto e oggi quando mi sono messa a scrivere ero avvolta dentro il vuoto. Ricordo solo che l’idea mi piaceva, non la solita sclerosi multipla declinata in ogni suo frangente, no altro, roba nuova e pure divertente mi sembra. Tutto caduto sotto l’ombra della memoria che vacilla. Come succede spesso ultimamente provocandomi sentimenti negativi che mi inseguono. Ne ho parlato pure con la mia neurologa che mi ha detto di lasciare perdere, è l’età, sai che felicità ho pensato. Pure la mia proprietà di linguaggio, cui tengo tantissimo, ne risente, mi dimentico i termini esatti e fatico negli utilissimi giri di parole che risolvono sempre tutto. Sarà Sua Maestà anche qui mi dico da tempo. Poi l’altra sera una trasmissione tv con un neurologo in linea, uno di quei programmi di medicina che odio ma questa volta mi ha incastrata. La memoria risente certo dei passaggi dell’età ma anche di altro ha detto il medico: lo stress della vita dato spesso dal lavoro, l’accumularsi di impegni uno sopra l’altro, la ripetizione di problemi nuovi a cui trovare immediate soluzioni, il bisogno di mantenere ogni cosa sotto controllo per dare la risposta corretta a ogni necessità improvvisa, la noia di discorsi sempre uguali che si sovrappongono uno sull’altro. Il mio lavoro. Mi si dirà: quello di tutti, il lavoro questo è solo che di questi tempi meglio averlo piuttosto che no, anche quando la sua matrice di movimento disegna circoli mai lineari, pieni di picchi senza soddisfazioni autentiche invece. Certi collegi mi dicono che mi faccio coinvolgere troppo dalle varie situazioni, che dovrei prendere di più le distanze senza mettermi sul chi vive per ogni cosa che accade, roba che tanto trova soluzione da sola anche senza il mio intervento. Magari è anche così. Ci provo?
Gocce di memoria
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela