Ho ripreso a sognare. Di notte intendo. Mentre dormo ovvio. Cosa che non capitava da tempo. O meglio, mi spiego, facevo solo sogni che mi portavano al risveglio avvolta dentro il nervosismo della brutta pagina che si apre verso il nuovo giorno. La notte fino a poco fa era solo un insieme di pensieri negativi che si accavallavano al sonno, vuoti di significato se non legati stretti, stretti alle buche profonde che il lavoro mi disegna addosso tutti i giorni anche quelli in cui sono a casa. Da qualche settimana invece eccoli qui certi sogni rigeneranti che hanno fatto il loro ritorno durante le ore passate a dormire. E che ritrovato piacere va detto. Buon segno? Credo di sì. Ne ricordo qualcuno di sogno? No, certo che no ma è normale, solo qualche volto, risultato di quei vaghissimi ma potenti incontri, sensazioni di pienezza più che altro che mi restituiscono il sapore del rientro lento, lento verso la normalità. Ai più sembrerà una sciocchezza quello che ho scritto, mi potrebbero dire che la vita per tutti è talmente difficile e piena di noie che il capitolo sogni di notte si è chiuso anche per loro da tempo. Già, vero, lo riconosco, ma questa volta faccio l’egoista anche io, voglio continuare a dormire tra i miei sogni legata alla grande attesa di combattere definitivamente le ansie che il Covid mi ha scritto addosso, per poi uscire di casa finalmente con continuità e rinnovata serenità, quella che comunque ancora mi manca se devo confessare. Ma sarà questione di un passo alla volta. Lo sento.
Se devo confessare
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela