Tornare a casa e trovare il tanto che manca

Fuori casa, per un’ora, poco più, poco meno, comunque il tempo sufficiente per tornare e trovare la serratura a terra, chiamare un tecnico per far riaprire la porta, entrare, vedere tutto come non lo avevi lasciato tu, cassetti ribaltati e scoprire che quanto amavi di più era scomparso. Guardarti mani e polsi, toccarti collo e lobi e capire in fretta che quello che vedevi e sentivi era l’unica bellezza preziosa che ti rimaneva, il resto non c’era più. Anzi no, c’era ancora per fortuna quel filo di perle che le tue carissime amiche ti avevano regalato per festeggiare i 50 anni, ritrovato e buttato con sdegno sopra il letto; mancava invece il girocollo di oro bianco con diamantino che un caro amico di famiglia aveva pensato per celebrare il giorno della tua laurea custodito, pensavi tu, nella stessa scatola. Di tutto il resto non restava niente, un’intera vita di ricordi, regali, pensieri, grandi o piccoli, scomparsi nelle mani di chissà chi, tutto andato via con la violenza di un pugno in faccia sferrato senza rispetto. E poi scoprire pagina dopo pagina dopo che l’nventario di quanto perduto si gonfiava sempre di più come se questi delinquenti sapessero cosa cercare in velocità meglio di te, come muoversi in casa tua senza timore di sbagliare, senza dubbi di sorta. Un colpo secco, riuscito con un esito amaro e a cui smettere di pensare subito perché ogni attimo riporta al pensiero di qualcos’altro che manca. A quel pensiero, a quel ricordo, a quel momento.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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