Seduta sui gradini della Villa

18 marzo 1990. Domenica pomeriggio. Discoteca Alla Villa, Jesolo. Sono seduta sui gradini accanto alla pista da ballo. Guardo in giro, so bene dove e proprio da quella direzione arriva un ragazzo che so chiamarsi Federico, mi porge un chewing gum, l’accetto. Fatta. Tornata a casa mi ascolto la musicassetta di Lucio Battisti e da lì parte la fase d’inizio di una cotta colossale ed è per questo che non posso non ascoltare il grande signore di Mi ritorni in mente senza sentire quel tuffo dove l’acqua è più blu che mi ha tenuta legata a quella domenica del 1990 per un bel po’. Data a cui va aggiunta, perché come fare sennò, quella del 12 maggio dello stesso anno, discoteca Papaja questa volta, ben dopo l’una di notte, presa per mano da Federico e portata in disparte, niente chewing gum stavolta ma una dichiarazione che ancora ricordo con brivido, “Mi piaci da impazzire” dice lui, risposta mia “Anche tu”. E poi un bacio da non dimenticare, impossibile. Dopo è andata come andata, male per me, che ho visto Federico in meno di due settimane tornare dalla tizia che aveva lasciato per me, diceva lui. Ma in sottofondo finché non l’ho dimenticato – mesi e poi mesi e forse di più – è rimasto sempre Lucio Battisti a fare da colonna sonora a quell’amore ancora amore canzone che ancora oggi quando l’ascolto mi porta a quel 18 marzo 1990. Come oggi che si ricorda l’ottantesimo compleanno di quel genio di Battisti.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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