Buon compleanno, Gloria

Sabato sera sono andata alla festa a sorpresa che la sorella della mia amica Gloria aveva organizzato per celebrare i suoi 50 anni. Sapevo che era giusto esserci, che la mia assenza, per quanto formalmente perdonabile, avrebbe scritto un segno dolente nella mia storia di amicizia poco meno che che trentennale con Gloria, e poi devo anche smettere di fare solo la vittima, o no? Ma che io faccia ben più che fatica a uscire dal guscio che mi sono costruita addosso e fin troppo noto, non giustificato o giustificabile, ma noto sì. E sabato sono andata con l’assoluta volontà si esserci, e ho fatto bene. Festa a sorpresa. Ciò che si accomoda con perfezione al disegno delle abitudini di Gloria. E cosi è andata: una trentina di amici della festeggiata che in molti casi mai si erano incontrati tra loro ma sempre si erano sentiti reciprocamente nominare – cose tipo: sono andata a cena con lei, in vacanza con loro, a trovarlo, a salutarla, senza altri dettagli, figuriamoci se pettegolezzi, non sono nelle corde di Gloria – e di colpo tutti lì per lei ad aspettare che fosse davanti a noi. E arriva la scena tanto attesa, Gloria che scende all’auto, bendata, noi in cerchio pronti ad accoglierla, lei finalmente a occhi scoperti, lei che ci vede tutti, noi che gridiamo “buon compleanno”, il tempo giusto per darle modo di capire che cosa sta succedendo. Tutti, ma propri tutti o comunque tanti ma proprio tanti amici siamo lì per lei. E poi la sua corsa verso di me seguita da un abbraccio caldissimo e da un quel paio di lacrime che ci sono scese insieme. Un grazie doppio e reciproco e pieno di tanto, di tutto. Quanto bene ho fatto ad andare, anche se c’era afa, anche se ero stanca, anche se decisamente fuori forma ma non potevo mancare, aveva ragione Federica quell’amica che ci aveva fatte conoscere tanto tempo fa. Ho solo un rimpianto per sabato sera, quando Gloria ha letto i messaggi scritti per lei, uno mi ha colpita in particolare perché la descriveva del tutto: lei c’è sempre, diceva il biglietto d’auguri, quando hai un problema lei si inventa la soluzione, la disegna attorno a te, senza mai tirarsi indietro, mettendosi in disparte piuttosto solo per pensare al tuo bene. Qui dovevo far scattare un applauso, un battito di mani su cui tutti mi avrebbero seguita. Gloria è questa.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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