Ho ricominciato a leggere e quindi mi sono detta “facciamolo per bene”. E ho preso in mano un romanzo che avevo in casa credo da almeno un decennio, se non di più, Un amore di Swan, Proust. Addirittura, da qui spingo sull’acceleratore insomma. Ricordo che quando lo comprai, nella libreria appena aperta vicino a casa e che ben presto diventò una sorta di rifugio e di chiacchiere per me, di quelle pagine sapevo poco, diciamo nulla. Ma in quel momento mi sentivo troppo ignorante per rivelarlo, ricordo che quando decisi di compralo lo presi e lo ripresi in mano più volte, girandolo e rigirandolo per cercare di capirne di più, ma la quarta di copertina per esempio non mi correva in aiuto, composta com’era da poche e misere righe. A che punto della Recherche si collocava quel romanzo non lo diceva, solo titolo, nome dell’autore e qualche scarso riferimento senza grande valore e basta così. Io sapevo solo che a Proust si doveva il valore monumentale di un’opera composta da nove volumi eppure la definizione dei singoli titoli mi era ignota, volevo cominciare a leggere l’autore a partire dal primo capitolo, ovvio, il web sui cellulari all’epoca non c’era e rivelare la mia ignoranza per chiedere consiglio alla libraia, la cosa più normale da fare, significava abbassare il velo sulla mia ignoranza, sia mai. Ebbene, lo comprai lo stesso quasi con sfacciataggine e uscii. Poi quella libreria prima che chiudesse divenne quasi una seconda casa per me, la proprietaria una delle mie amiche e tra quegli scaffali passai molte bellissime ore. Ma quel Proust, come tutti gli altri, non l’ho mai letto. Ora ho deciso e l’ho ripreso in mano scoprendo che non fa parte della Recherche ma è una sorta di romanzo nel romanzo – presente la Monaca di Monza dei Promessi Sposi? – ma questo ho e questo leggo, diciamo che ci provo: cavolo facile nemmeno un po’, ma non mollo, certo che proseguo lenta lenta che di più non potrei, è il periodo mi dico. Sì è vero, sto vivendo un momento che sconfina con il dramma e le capacità di concentrazione sono ridotte all’osso, ma la difficoltò che mi dà Proust è dettata alla mia pura ignoranza, non devo cercare troppi alibi insomma. Anzi meglio dirlo.
Un amore di Swan
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela