Cartoline da Jesolo

Ieri, pranzo davanti al mare, seduta ai tavoli di un ristorante jesolano che dà sulla spiaggia in questa fine maggio che si porterà appresso l’estate 2024, che sembra tanto pigra ad arrivare ma poi, spazio poco e sarà qui, figuriamoci se non ci raggiungerà. Ne avevo bisogno di avere davanti agli occhi di nuovo il mare, un momento di pensieri da mandare avanti e portare indietro lenti, lenti come questo periodo che cambia e poi resta lo stesso. Ma ieri è stato giusto cosi, come il tempo per pensare a come alla spiaggia di Jesolo, quella che mi ha fatta crescere, tra lavoro e divertimento, sole e voglia di buio, spensieratezza ma anche pensieri complicati, devo molto. Bevendo il caffè, mentre guardavo la spiaggia mi è stato impossibile non pensare a quel periodo in cui la vivevo da protagonista con quegli amici che anche oggi per fortuna sono attorno a me. Affittavamo un paio di ombrelloni e la domenica – come ieri – ci si radunava tutti lì seguendo copioni che di volta in volta potevano cambiare ma che alla fine si componevano degli stessi meccanismi: discussioni sul chi vive, l’attualità sviscerata fino al dettaglio con la competenza di chi legge, studia, si informa senza sconti, ma poi anche chiacchiere con pettegolezzi, passioni personali da condividere “vi prego ascoltatemi”, qualcuno che si prendeva più spazio con le parole, qualcun altro che si metteva da parte per un attimo “m’è venuto un po’ di sonno”, altri che piano piano sotto quegli ombrelloni si innamoravano. Fino a sera con lo spritz che certo non mancava – siamo veneti, l’abbiamo inventato noi, non scherziamo – per chiudere con la pizza che non poteva certo non esserci. Saluti da Jesolo.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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